Associazione CLESSIDRA
CONFERENZE

• Domenica 17 novembre 2019, ore 15:

LA VERGINE DELLE ROCCE DI LEONARDO


La Vergine delle rocce, per il contenuto simbolico complesso, è una delle opere più emblematiche di Leonardo da Vinci. Il dipinto celebra il mistero dell'incarnazione attraverso le figure di Maria, Cristo e San Giovanni. Le figure divine sono immerse nella luce morbida, la scena si svolge per la prima volta in un paesaggio enfatizzato dalle proiezioni delle rocce, rinunciando ad una consuenta ambientazione architettonica, che viene sostituita da una suggestiva, affascinante ma anche conturbante ambientazione naturale. Nel ventre della Madre Terra, ecco che compare una scena sacra e mistica. Questo iconografia completamente nuova fu stato un enorme successo, testimoniata dalle numerose copie contemporanee che seguirono. Un dipinto, a suo modo, misterioso. E' la prima opera pubblica che viene commissionata a Leonardo a Milano, poco dopo il suo arrivo.

 

A cura di Stefano Zuffi.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 24 NOVEMBRE 2019, ore 15:

CLAUDIO MONTEVERDI E Il "RECITAr CANTANdO"


La musica Barocca, sia strumentale che cantata, sarà il tema della nostra consueta conferenza. Descriveremo il delicato passaggio tra polifonia e monodia che sfocerà nel Melodramma nato a Firenze per merito di alcuni colti gentiluomini, il cui intento era di far rivivere la musica greca unita al teatro. Nasce il famoso "recitar cantando": il testo poetico prende il sopravvento e la musica diviene il mezzo per magnificare il senso della parola. Racconteremo di teorici e musicisti straordinari: Vincenzo Galilei, Giulio Caccini, Jacopo Peri e Claudio Monteverdi. Rivoluzionando la tecnica compositiva, questi artisti hanno musicato versi di incalcolabile valore: da Petrarca a Guarini, da Marini a Tasso. Come di consueto, la soprano Beatrice Palumbo ci accompagnerà con il suo canto e ci aiuterà a scoprire i segreti di questo fondamentale momento musicale.
Chi vol haver felice e lieto il core, / non segua il crudo Amore, / quel lusinghier ch'ancide / quando più scherza e ride; / ma tema di beltà, di leggiadria / l'aura fallace e ria. / Al pregar non risponda, alla promessa / non creda; e se s'appressa, / fugga pur, che baleno è quel ch'alletta, / né mai balena Amor, se non saetta.

 

A cura di Costanza Cimarelli e Beatrice Palumbo.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 1° dicembre 2019, ore 15:

I RIFUGI ANTIAEREI A MILANO: SCUDI PER GLI INERMI


1940: con il grido “Popolo italiano corri alle armi e dimostra il tuo coraggio!”, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini annuncia l’entrata in Guerra dell’Italia. Una folla lo ascolta, lo applaude. Ignara di cosa sarà per il nostro paese quel conflitto che giunge a pochi anni dalla Grande Guerra. Un bagno di sangue che non risparmierà i civili, come affermano le parole inquietanti pronunciate nel 1921 dal generale italiano Douhet: “per vincere la guerra occorre colpire con bombe ordinarie, incendiarie e chimiche, eliminando i centri di produzione e soprattutto i civili inermi”. Milano, tra le città del Nord Italia, è una delle più colpite e a ferirla più gravemente saranno le bombe degli alleati, nel 1943. Il risultato sarà tristemente noto… Già negli anni Trenta tuttavia avevano cominciato a comparire testi sugli effetti delle armi chimiche, vademecum per la cittadinanza, manifesti con istruzioni in caso di bombardamento aereo e persino le riviste femminili davano indicazioni su cosa portare nel rifugio: quella che si respirava era già aria di guerra. Nel 1932 si erano istituite la Di.Ca.T. (Difesa Contraerea Territoriale), supportata dalla Regia Aeronautica, e l’Unione Nazionale Protezione Antiaerea (UNPA), mentre nel 1936 una legge aveva stabilito l‘obbligo per ogni edificio nuovo di dotarsi di un rifugio sotterraneo. Fabbriche, edifici pubblici, scuole, ma anche enti privati costruiti in quegli anni custodiscono ancora tracce di quei rifugi. Ma è poca cosa, rispetto alla necessità di tutelare la popolazione e, alla fatidica data del 1940, non solo i rifugi si dimostrano insufficienti, ma molti di questi, per effetto dell’autarchia, non sono nemmeno efficaci. I due grandi rifugi del centro storico, quello in piazza Duomo e quello in piazza San Fedele non faranno nemmeno in tempo a esser conclusi! Sebbene molti ricoveri siano stati cancellati o dimenticati, grazie anche a una campagna di sensibilizzazione avviata negli ultimi anni, alcuni di questi sono tornati a raccontare la loro storia, fatta di paure, di morti e, in controluce, anche di quella follia che li ha resi necessari.

 

A cura di Monica Torri.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 15 dicembre 2019, ore 15:

COME LE FOGLIE. IL CREPUSCOLO DELLE DINASTIE


Un lungo e avvincente romanzo sulle grandi dinastie milanesi, destinate all'estizione sui primi del '900: disperse dal vento della storia, "come d'autunno sugli alberi le foglie". A Milano risiedevano grandi dinastie di illustri casate, che in modo più o meno glorioso si sono ritagliate uno spazio nella storia. Sono più di 250 le famiglie della nobiltà milanese che nei secoli hanno, con i loro palazzi e le loro vicende, dato lustro alla città. A queste famiglie vanno anche aggiunte quelle dell'imprenditoria milanese. Come in un romanzo, glorie, onori e miserie nelle storie delle grandi famiglie...

 

A cura di Valentino Scrima.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 19 gennaio 2020, ore 15:

RAFFAELLO: SPOSALIZIO DELLA VERGINE A BRERA


Nel 2020 saranno passati 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, l’artista dell’armonia perfetta, l’artista simbolo del Rinascimento. Per questa importante scadenza, un omaggio al Divin Pittore, con l'analisi approfondita di un capolavoro esposto a Brera: lo Sposalizio della Vergine, un episodio dei vangeli apocrifi, realizzato all'età di soli 21 anni, ma che segna l'inizio della fase della maturità artistica dell’artista, il passaggio della giovinezza umbro-marchigiana al periodo fiorentino. Ha compiuto mezzo millennio, ma lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, celebessima icona della pinacoteca milanese, non ha mai smesso di stupire e d’incantare, tanto che si fatica a credere che un tale maturo capolavoro fosse dipinto da un ventenne. Raffaello è uno dei pittori che più ha influenzato la storia dell’arte occidentale. Il suo stile classico ma dotato di elementi innovativi rispetto al Quattrocento, fecero di lui uno fra gli ispiratori del manierismo.

 

A cura di Stefano Zuffi.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 26 gennaio 2020, ore 15:

Dalla Fiera alle Tre Torri. Un “campionario” dell’Italia e della creativitÀ


Fu una vetrina per l’Italia e i suoi prodotti fin dall’inizio del Novecento. Da quando, recuperando la vecchia piazza D’Armi milanese, vi fu allestita una parte dell’Esposizione del 1906, dedicata ai trasporti, in occasione dell’apertura del Traforo del Sempione. Poi la Guerra. E la necessità, negli anni subito dopo il conflitto, di rinvigorire la produttività e il commercio del Paese attraverso una manifestazione che non fosse più occasionale, ma periodica. Nacque da queste premesse la Fiera del 1923, assecondando negli anni del Ventennio anche la stagione autarchica che travolse l’Italia. Poi un’altra Guerra e la necessità per le aziende italiane di reinventarsi dopo lo sforzo bellico, quando delle fabbriche distrutte restava poco, a parte quel bagaglio di inventiva e di ingegno che è sempre stato parte del DNA italico. Da lì si ripartì. E quella vetrina funzionò! Marchi come Breda, Pirelli, Montecatini, Eni, Dalmine, FIAT, si sfidarono innovando i loro prodotti e ridisegnando il quartiere espositivo della città con nuovi padiglioni firmati dai più importanti architetti del Novecento. Una crescita costante che negli anni Novanta ha reso la Fiera, ormai troppo grande, incompatibile con la vita e il traffico di un quartiere urbano. Al suo posto ora svettano alcune delle torri più alte della città, immerse in una grande area verde e circondate dagli edifici di stupefacente modernità del nuovissimo quartiere di Citylife. Ma sebbene portino la firma di architetti non italiani, la genialità delle loro forme continua ancora a far da vetrina per Milano, proprio come quando in aprile i cancelli della Fiera Campionaria si aprivano al mondo.

 

A cura di Monica Torri.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

Le conferenze si svolgono nella Sala delle Medaglie, presso l'Istituto Orsoline di San Carlo,

in via Lanzone 53, di fronte alla Basilica di Sant'Ambrogio.
• Tram: 2, 14;
• M2 (verde): fermata S.Ambrogio;


 

Sito aggiornato il 28 luglio 2019

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