VISITE GUIDATE A

MILANO

Itinerari e visite guidate a Milano


Milano, Oratorio di San Protaso al Lorenteggio Milano, la Foresta di Magnolie al Giambellino

MARTEDÌ 15 SETTEMBRE 2026, ORE 15,30

DALL’ORATORIO DI SAN PROTASO AL GIARDINO DELLE DELIZIE

Quando la periferia sa sorprendere

In principio era campagna: cascine, cereali, gelsi e fontanili e nulla più. Poi, con l’arrivo della ferrovia, le spighe lasciarono il posto a contatori e gru e lampadine, tutto in un attimo cambiò, segnando il destino di una delle tante periferie della città, fatta di molti palazzi e pochi servizi. E fu così che il Giambellino cambiò per sempre, con buona pace del Cerutti Gino di Gaber! Un itinerario zigzagando per il quartiere racconta del passato e del presente di questo scampolo di Milano, per scoprire insospettabili storie: dall’ormai millenario Oratorio di San Protaso, nell'attiguo Lorenteggio, con i suoi affreschi (quasi) miracolosi, alle fabbriche della Osram e della Loro Parisini, ma anche delle Officine Elettroferroviarie che sfornarono i nostri storici tram, ma... pure delle ambite racchette da tennis! Uno sguardo tra storia e architettura non può non essere dedicato ai primissimi quartieri popolari e... popolarissimi, tutt’altro che “brutti”, ma anche al ruolo della Chiesa che, attraverso i suoi vescovi, provò a prendersi cura di un’umanità sofferente. Ma il Giambellino è anche la storia degli incredibili Convitti della Rinascita dell’immediato Dopoguerra, nati per crescere generazioni di uomini liberi; è la storia dei fiori di una rara magnolia dipinti sui muri di un’Associazione a mettere insieme “diversità” e arte, fino ad arrivare a un piccolo giardino, un po’ pubblico, un po’ privato che, già prima del nuovissimo Parco del Giambellino, ha saputo regalare al quartiere un sorprendente angolo di verde!

Visita guidata a cura di Monica Torri.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: martedì 15 settembre 2026, ore 15,30

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Milano, quartiere Nolo Milano, quartiere Nolo

MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE 2026, ORE 15,30

L'EMERGENTE QUARTIERE NOLO

Da quartiere popolare a distretto dei creativi

Un tempo quartiere operaio, oggi è considerato il quartiere emergente per eccellenza, con la sua frenesia, vivacità e una grande varietà di lingue e costumi. Sono le caratteristiche che contraddistinguono Nolo. Stiamo parlano delle vie a nord di Loreto, il cui epicentro si trova tra via Padova e viale Monza. Questa zona è stata rinominata qualche anno fa, seguendo lo stile dei quartieri newyorkesi di Soho e Noho, con il nome di Nolo, che sta per North of Loreto. L’ultimo fenomeno che sta contraddistinguendo il quartiere è l'arrivo di artisti e designer. Sarà infatti per il suo fascino un po’ borderline e underground o sarà per i prezzi bassi, ma diversi giovani creativi stanno iniziando a rivalutare e occupare la zona. Una fucina di creatività e socialità.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 16 settembre 2026, ore 15,30

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Milano, Santa Maria Incoronata Milano, Santa Maria Incoronata

MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026, ORE 15

LA "CHIESA DOPPIA" DI SANTA MARIA INCORONATA e il suo "SCRIPTORIUM"

Arte, fede e amore nella Milano degli Sforza

Chiesa dalla particolare formazione a corpo doppio, è legata tradizionalmente al tema dell'amore coniugale tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti: il doppio edificio voleva proprio testimoniare la fedeltà della loro unione. Il progetto, attribuito a Guiniforte Solari, è un tipico esempio dello stile tardogotico lombardo. Il complesso conventuale, il più importante centro di cultura agostiniana della capitale del Ducato, è ancora in parte leggibile negli spazi interni dell'isolato. Tuttora esistente l'edificio della biblioteca (scriptorium), l'antica "libraria", oggetto di una importante campagna di restauri, che rappresenta uno dei più alti esempi di questa tipologia nel '400.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerta chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: martedì 22 settembre 2026, ore 15

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Milano, Galleria del Corso

MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2026, ORE 15

LA FONDAZIONE VICO MAGISTRETTI

Nello studio-museo dove Vico Magistretti ha ridisegnato il modo di abitare

Vico Magistretti è stato fra i più raffinati progettisti italiani, protagonista della storia progettuale italiana del Secondo dopoguerra, che ha lasciato opere indelebili nell’architettura e nel design. Ha lavorato per tutta la vita nello studio all’angolo tra via Conservatorio e via Bellini, nell’edificio progettato nel 1933 da suo padre, l’architetto Pier Giulio Magistretti. Ottanta metri quadri scarsi al piano rialzato composto di tre stanze, neanche cinquanta per quello interrato con l’archivio e un bagno spartano (fino al 2010 non c’era acqua calda!). E ridotto era anche il personale: Vico, ovviamente, e il geometra Franco Montella, suo storico e straordinario assistente. Diceva Magistretti: “Io ho scelto di fare l'architetto, non il manager. Vedi il mio studio: fa ridere. Ma ho progettato cose importanti”. Lo studio è divenuto uno studio-museo, dove conservazione, ricerca, valorizzazione, divulgazione e promozione dell’archivio e del suo lavoro di architetto e designer convivono e dialogano con elementi originali del luogo dove ha lavorato per oltre sessant’anni. Il suo è il linguaggio estetico della semplicità e dell’intuitività, di cui sono pregni i suoi oggetti, trasformati dal tempo in “classici” del design contemporaneo con la grande responsabilità di aver contribuito a modernizzare il gusto dell’abitare.

Info

Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 23 settembre 2026, ore 15

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Milano, San Giuseppe e Santa Maria del Carmine

LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2026, ORE 15,30

LE CHIESE DI SAN GIUSEPPE E DI SANTA MARIA DEL CARMINE

Una bomboniera barocca e una chiesa aristocratica

La chiesa di San Giuseppe in via Verdi, capolavoro di Francesco Maria Richini, il maggior architetto milanese del Seicento, con la sua planimetria basata sulla fusione di due piante centrali, fu di rottura rispetto all'accademismo manierista prevalente allora, ed è considerata una pietra miliare nella storia dell'architettura e costituisce l’esempio massimo del barocco milanese, modulato con particolare cura dei dettagli, dato anche l’esiguo spazio disponibile. Rappresenta a Milano una delle pochissime testimonianze superstiti dell'architettura religiosa del Richino, alla cui sopravvivenza - al di là delle distruzioni belliche - ha nuociuto a lungo la scarsa considerazione critica nei confronti dell'architettura lombarda del Seicento. La chiesa di Santa Maria del Carmine nacque come "chiesa nobile", accanto al Castello. Pur con i guasti arrecati dai rifacimenti e dai completamenti, la chiesa si presenta nella convincente pienezza del suo fascino, con i tesori che custodisce.

Visita guidata a cura di Enrico Venturelli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerte chiese, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: lunedì 28 settembre 2026, ore 15,30

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Milano, Pio Albergo Trivulzio Milano, Ricovero per Inabili al Lavoro

MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE 2026, ORE 15,30

TRIVULZIO, COTTOLENGO E RICOVERO INABILI AL LAVORO

Il volto generoso di Milano

Nella Milano sempre in corsa e sempre pronta a voltar pagina aprendosi al nuovo, sembra non esserci stato mai posto per i bisognosi. Eppure Milano è stata per vocazione una città molto generosa che ha saputo tendere la mano ai meno fortunati in tanti modi. Semi sconosciuti, oggi, per fedeltà a quel carattere riservato che è diventato un luogo comune tutto meneghino, questi luoghi sono disseminati in tante parti della città. Basta solo... guardarsi intorno! Partendo dalla sede nuova (1910) di quel Pio Albergo che prese il nome dal suo benefattore, il nobile Antonio Tolomeo Trivulzio, artefice nel tardo Settecento della prima istituzione caritatevole moderna e laica della città, si toccherà il Piccolo Cottolengo, avviato nel 1933 presso la vecchia Cascina Restocco, con l’Asilo, il Ricovero per ragazze orfane e per disabili, cui si aggiunsero la Casa del Mutilato e la Casa del Giovane Lavoratore. Si racconterà del Ricovero per Inabili al Lavoro che, nel 1929, l’architetto Broglio costruì per accogliere i poveri e offrir loro laboratori dove poter trovare un lavoro. Ma si accennerà anche alle Case per Sfollati costruite subito dopo la Guerra su via Caterina da Forlì e nel non lontano Villaggio Svizzero, così come delle case che la De Angeli Frua costruì per dare alloggi dignitosi ai propri dipendenti. Con un accenno anche all’Istituto di Rieducazione per i guariti da tubercolosi da riqualificare anche professionalmente.

Visita guidata a cura di Monica Torri.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 30 settembre 2026, ore 15,30

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Milano, quartiere Barona (1953)

MARTEDÌ 6 OTTOBRE 2026, ORE 15

BARONA (parte 2): NEL CUORE DELL'ANTICO QUARTIERE

Storia e Arte nell'antico villaggio della Barona

La Barona è uno dei quartieri storici del sud-ovest milanese, per lungo tempo caratterizzato da un volto rurale, fatto di cascine, orti e piccoli nuclei abitati ai margini della città. Già citata nel 973 d.C. come "vicus Baronis", la zona fece parte fino al 1873 del Comune dei Corpi Santi, l’ampia fascia di borghi e campagne che circondava Milano all’esterno della cerchia dei bastioni spagnoli e che contribuiva all’approvvigionamento alimentare della città. La visita porterà alla scoperta di alcuni luoghi significativi della sua storia e della sua identità, a partire dall’antica chiesa dei Santi Nazaro e Celso alla Barona, che conserva due importanti tele provenienti dalla Pinacoteca di Brera, una del Malosso, datata 1592, e l’altra attribuita a Ercole Procaccini, del 1660 circa. Il percorso proseguirà poi verso il maestoso santuario di Santa Rita, edificio di forte impatto, il cui interno è arricchito da una grande profusione di mosaici. Nel corso del Novecento l’espansione urbana ha progressivamente trasformato la Barona, riducendo gran parte della campagna e modificandone profondamente l’aspetto; tuttavia il quartiere ha saputo conservare una propria anima, restando ancora oggi una zona residenziale dalla forte identità locale e tra le più verdi di Milano.

Visita guidata a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerte chiese, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: martedì 6 ottobre 2026, ore 15

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Milano, Mostra Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia

MERCOLEDÌ 7 OTTOBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: “ARNALDO POMODORO. UNA VITA”

L’avventura creativa di un Maestro del Novecento

La mostra, allestita alle Gallerie d'Italia, è il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant’anni, dal fermento degli esordi alla metà degli anni Cinquanta fino alle più recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di circa quarantacinque opere provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e di Fondazione Arnaldo Pomodoro, la visita guidata ci farà ripercorrere, decennio dopo decennio, le tappe più significative dell’avventura creativa e poetica di Pomodoro.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 23 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, radiocuffie). Ingresso gratuito con Abbonamento Musei Lombardia. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 7 ottobre 2026, ore 15

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Milano, Mostra Dalí e la moda a Palazzo Reale

MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: "DALÍ E LA MODA"

Moda e Arte si intrecciano nel genio creativo e rivoluzionario di Salvador Dalí

La visita guidata alla mostra “Dalí e la moda”, allestita a Palazzo Reale, sarà l’occasione per scoprire un aspetto meno noto ma fondamentale dell’universo creativo di Salvador Dalí: il suo rapporto con la moda, intesa non come semplice ambito decorativo, ma come terreno di sperimentazione, provocazione e invenzione visiva. L’esposizione, realizzata con la collaborazione e il sostegno di prestigiose istituzioni museali internazionali, esplora gli aspetti più intimi e intensi del processo creativo dell’artista, mettendo in luce il continuo dialogo tra arte, corpo, abito, oggetto e immaginario surrealista. Dalí seppe infatti trasformare ogni linguaggio in occasione di meraviglia: pittura, design, fotografia, teatro, cinema e moda diventano parte di un’unica visione, capace di superare i confini tradizionali dell’opera d’arte. Attraverso un percorso che restituisce la complessità e l’eclettismo del suo genio, la mostra permette di comprendere come anche la moda abbia accompagnato tutte le fasi della sua carriera, dalle celebri collaborazioni con Elsa Schiaparelli fino alle più sorprendenti contaminazioni tra eleganza, ironia e sogno. Una visita per avvicinarsi a un Dalí meno consueto, ma altrettanto rivoluzionario, e per cogliere la straordinaria modernità di un artista che ha fatto della metamorfosi il cuore stesso della propria poetica.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, prevendita, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 14 ottobre 2026, ore 15

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Milano, chiesa di Santa Maria Assunta in Vigentino Milano, chiesa Madonna di Fatima in Vigentino

GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026, ORE 15

IL QUARTIERE DEL VIGENTINO E LE SUE CHIESE

Antico e moderno nello storico borgo rurale

Il Vigentino è una località rurale di antica origine posta nella periferia meridionale della città. Nel XIII sec., secondo il Liber notitiae sanctorum Mediolani, la località apparteneva alla pieve di Locate e aveva una chiesa dedicata alla Madonna. Nel 1923, invece, con l'unione al comune di Milano, la parrocchia è diventata una prepositura cittadina. Nel 1962, a seguito dello sviluppo demografico, su progetto dell'architetto Enrico Lenti, fu eretta la nuova maestosa chiesa della Madonna di Fatima, dominata all'interno da un grandioso mosaico del pittore Augusto Ranocchi. La vetusta chiesa di Santa Maria Assunta venne quindi trasformata in santuario mariano del Vigentino. Fondata forse in età carolingia, divenne nel 1162 un punto di aggregazione per i milanesi in fuga dalla città distrutta dal Barbarossa. Ricostruita a inizio Seicento, fu decorata con due imponenti cicli: i dipinti mariani del presbiterio, vicini al Figino; le tele e gli affreschi del Rosario del Cerano e collaboratori del calibro di Melchiorre Gherardini e Gerolamo Chignoli. L’ancona, gli affreschi, gli stucchi, gli arredi lignei, le pitture seicentesche sono le tappe di una stagione che nel Settecento prosegue con l’altare in marmi mischi e l’affresco di Giovanni Battista Sassi nel battistero. Un complesso quadrisecolare di arte e architettura, in massima parte ancora da scoprire.

Visita guidata a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerte chiese, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 15 ottobre 2026, ore 15

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Milano, chiesa di San Benedetto Milano, chiesa del sacro Cuore dei Cappuccini

MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE 2026, ORE 15

ECLETTISMO MILANESE

FANTASIE ARCHITETTONICHE NELLA MILANO DEL NOVECENTO

Annessa al Convento delle benedettine, la chiesa di San Benedetto (architetto monsignor Spirito Maria Chiappetta, 1921-24), si raccomanda per il portichetto laterale, divertente e divertita imitazione del gotico flamboyant francese. Tutto l'insieme, del resto, ha un 'sapore' un po' nordico, in contrasto con l'architettura eclettica, ma d'ispirazione nettamente italiana, del convento vero e proprio. Misticissimo caleidoscopio all'interno, cancellata del Mazzucotelli, il "più grande fabbro ferraio d'Europa". Fa parte di un cenobio di benedettine, per lo più nobili, a Milano dal 1892, con educandato per fanciulle di casta, ora normale scuola privata. Romanico un po' Liberty di Paolo Mezzanotte (autore del Palazzo della Borsa) è invece il Sacro Cuore dei Cappuccini (1905-11), inconsueta architettura eclettica religiosa in città. I graziosi motivi floreali che decorano la facciata, elegantissimi e di gusto mondano, fanno pensare più alla Belle époque che a un luogo di culto e sembrano presi in prestito dai palazzi di corso Monforte o di corso Venezia. Conserva all'interno vari ricordi del convento dei Cappuccini di Milano, reso famoso dalle pagine di Manzoni: un ciborio settecentesco sull'altare maggiore; una statua lignea della Vergine; una statua fittile sempre della Vergine, che fu portata nel Lazzaretto in occasione della peste del 1630.

Visita guidata a cura di Enrico Venturelli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerte chiese, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 21 ottobre 2026, ore 15

Dove

Ritrovoviale Piave 2

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Milano, Villa Mondadori in via XX Settembre Milano, Villino Maria Luisa

GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2026, ORE 15

L’ELEGANZA DISCRETA DI UN QUARTIERE ALTOBORGHESE

Quattro passi lungo via XX Settembre

Comincia con una monumentale tenaglia che elegantemente si inerpica a scavalcare i binari delle Nord e in poche centinaia di metri arriva là dove sorgeva il Bastione delle mura spagnole: è la via XX Settembre, viale alberato ed elegante di una Milano ottocentesca che trasuda storie di operosa imprenditoria lombarda. Da quando fu tracciata, come parte di un nuovissimo quartiere chic della città di fine Ottocento, vi eressero infatti le proprie raffinatissime dimore quei Frova che iniziarono come commercianti di legnami e finirono a produrre binari ferroviari. Vi abitava Hoepli, l’editore svizzero che fece fortuna non lontano da Duomo, e anche Pasquale Crespi, fratello del più noto Cristoforo, industriale tessile. E poi vi presero casa i Falck. E pure i Borletti, cui appartenne il grande Linificio e Canapificio Nazionale, ma anche, in tempi più recenti, la Rinascente. Tutti testimoni di un’epoca di fulgore, che oggi condividono la medesima quiete nelle tombe del Cimitero Monumentale. Una passeggiata zigzagando per la via ne raccoglie i fasti, raccontando di torrette e logge fantasiose, di villini perduti e mosaici colorati, divagando fra la memoria di una chiesa antica qui ricomposta e quel collegio femminile di inizio Novecento che sorveglia il quartiere.

Visita guidata a cura di Monica Torri.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 22 ottobre 2026, ore 15

Dove

Ritrovovia Ariosto 16

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Milano, Palazzo Clerici Milano, Palazzo Clerici

MARTEDÌ 27 OTTOBRE 2026, ORE 15

PALAZZO CLERICI e i colori del tiepolo

Fasto nobiliare e meraviglia barocca nel cuore di Milano

Palazzo Clerici sorge in quella che nel Seicento era detta "Contrada del prestino dei Bossi" e si elevava in un tessuto urbano fatto di piccole case. Apparteneva a una delle più antiche casate storiche milanesi, la famiglia Visconti dei Consignori di Somma. Nella seconda metà del Seicento, la proprietà fu ceduta ai Clerici, famiglia originaria del lago di Como dove avevano fatto fortuna con il commercio della seta e con attività bancarie. Nel Settecento, durante il passaggio dal barocco al neoclassico, Milano visse un'epoca di splendore edilizio. La dominazione austriaca teneva in gran considerazione la nobiltà locale, a cui spesso affidò il governo interno del Ducato e i Clerici ne approfittarono per consolidare la propria influenza. Segno tangibile di prestigio, Palazzo Clerici divenne una delle dimore settecentesche più lussuose e fastose di Milano. Le trasformazioni più consistenti nel palazzo si devono all'iniziativa di Giorgio Antonio Clerici, il membro più illustre della casata, che nel 1741 affidò a Giambattista Tiepolo l'incarico di decorare la volta della galleria di rappresentanza del Palazzo, la cosiddetta Galleria del Tiepolo. Il risultato fu uno degli affreschi più straordinari del Settecento europeo: un'immensa composizione allegorica in cui il Carro del Sole attraversa un cielo popolato di divinità, figure mitologiche e personificazioni dei quattro continenti, avvolti in una luce cangiante che dissolve i confini tra architettura e spazio celeste.

Visita guidata a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). L'ingresso a Palazzo Clerici è gratuito. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: martedì 27 ottobre 2026, ore 15

Dove

Ritrovovia Clerici 5

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Collezione ceramiche del castello Sforzesco, ceramica Loretz Gio Ponti, ciotola Leonia (1925)

MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2026, ORE 15

Maioliche, porcellane e ceramiche d’arte AL CASTELLO SFORZESCO

La bellezza fragile della ceramica tra arte e vita quotidiana

La visita guidata alla collezione di ceramiche del Castello Sforzesco conduce alla scoperta di uno dei nuclei più affascinanti del Museo delle Arti Decorative, dove oggetti nati per l’uso, il decoro e la rappresentanza raccontano secoli di gusto, abilità artigianale e raffinatezza artistica. Tra maioliche, porcellane, ceramiche graffite e manufatti d’uso, il percorso permette di osservare da vicino la straordinaria varietà di forme, colori e tecniche che hanno caratterizzato la produzione italiana ed europea dal Rinascimento al Novecento. Particolare attenzione sarà dedicata alle manifatture lombarde, con le maioliche di Milano e Lodi, ma anche ai rapporti con altri importanti centri produttivi, in un dialogo continuo tra arte, moda, commercio e vita domestica. Piatti, vasi, servizi da tavola e oggetti ornamentali diventano così testimonianze preziose non solo della storia della ceramica, ma anche dei modi di abitare, ricevere, collezionare e rappresentarsi nelle diverse epoche. Il percorso consentirà anche di comprendere meglio la differenza tra ceramica, maiolica e porcellana, distinguendo materiali, tecniche di cottura, smalti e decorazioni. Non mancherà uno sguardo al Novecento, con il rinnovamento delle arti decorative e il dialogo tra artigianato, industria e design, rappresentato anche da importanti produzioni Richard Ginori legate alla direzione artistica di Gio Ponti. Una visita per scoprire come materiali apparentemente fragili possano custodire una memoria ricchissima, fatta di bellezza, tecnica, cultura e vita quotidiana.

Visita guidata a cura di Enrico Venturelli.

Info

Quota: 25 euro intero, euro 20 over 65, euro 15 con Abbonamento Musei Lombardia (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 4 novembre 2026, ore 15

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Fondazione Rovati, mostra Etruschi e Veneti

GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2026, ore 15

MOSTRA: "ETRUSCHI E VENETI. ACQUE, CULTI E SANTUARI"

Tra scambi, rituali e civiltà dell’acqua

Etruschi e Veneti hanno storicamente condiviso strettissime e durature relazioni commerciali e culturali, favorite dai contatti lungo le vie terrestri e fluviali dell’Italia antica. Sempre in profonda e prolungata vicinanza, il mondo etrusco esercitò una significativa influenza sulla cultura dei Veneti antichi, che hanno saputo trarre frutto dallo scambio facendo tuttavia un’attenta selezione nell’accogliere materiali, mode, influssi, selezionandoli e rielaborandoli in forme originali, con una propria sensibilità. Tra le due civiltà emergono così profondi parallelismi ma anche evidenti differenze, che la mostra allestita alla Fondazione Rovati invita a scoprire attraverso reperti, testimonianze archeologiche e nuove acquisizioni di studio. Al centro del percorso si pone l’acqua, elemento vitale e simbolico, legato alla vita quotidiana, agli scambi, ai paesaggi sacri e alle pratiche cultuali. Fiumi, sorgenti e santuari diventano così luoghi privilegiati per comprendere il rapporto tra uomo, natura e divinità, offrendo un’occasione preziosa per avvicinarsi a due civiltà affascinanti, unite dal dialogo ma distinte nella propria identità culturale.

Visita guidata a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 31 euro intero, 27 euro over 65, 15 euro con Abbonamento Musei Lombardia (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 5 novembre 2026, ore 15

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Mudec, mostra su Matisse

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: "MATISSE. IL MONDO IN UNA STANZA"

Colori, viaggi e suggestioni lontane nell’universo creativo del maestro francese

La mostra Matisse. Il mondo in una stanza, allestita al Mudec di Milano, conduce alla scoperta di uno degli artisti più innovativi del Novecento, capace di trasformare il colore, la linea e la decorazione in un linguaggio di straordinaria libertà espressiva. Il percorso mette in luce il rapporto profondo tra Henri Matisse e le culture incontrate attraverso studi, viaggi, collezioni e suggestioni provenienti da mondi diversi: dall’arte africana al mondo islamico, dalla Russia al Pacifico, fino alla Cina. Oggetti, tessuti, forme ornamentali e memorie visive entrano idealmente nella “stanza” dell’artista, non come semplici citazioni esotiche, ma come elementi vivi di un processo creativo capace di rinnovare dall’interno l’arte moderna. Attraverso dipinti, opere su carta e sculture, la mostra permette di osservare come Matisse abbia saputo costruire un universo intimo e insieme aperto al mondo, dove ogni immagine diventa spazio di incontro tra culture, sensibilità e forme. Una visita per comprendere non solo la bellezza luminosa della sua arte, ma anche la complessità del suo sguardo, sospeso tra interiorità, viaggio e modernità.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 30 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, prevendita, noleggio radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 26 novembre 2026, ore 15

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