VIAGGI

Viaggi di più giorni, in Italia, in Europa e nel Mondo


DAL 14 AL 17 OTTOBRE 2026

SULLE STRADE DELLA GERMANIA ROMANTICA

CITTÀ IMPERIALI, VIE STORICHE E SOGNI DA RE

Castello di Neuschwanstein Castello di Hohenschwangau

Germania 1
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Viaggio nella Germania meridionale, tra Baviera e Svevia storica, alla scoperta di città imperiali, borghi medievali, capolavori d’arte e paesaggi di grande suggestione. L’itinerario attraversa luoghi in cui storia romana, medioevo, rinascimento e barocco si intrecciano con tradizioni religiose e dinastiche, tra piazze eleganti, antiche strade mercantili, chiese monumentali e palazzi storici. A completare il percorso, i castelli legati al sogno romantico di un sovrano visionario, sospesi tra montagne, laghi e immaginario fiabesco. Un itinerario affascinante, pensato per scoprire una Germania elegante e colta.

AUGSBURG, una delle città più antiche e prestigiose della Germania meridionale, fondata in epoca romana, la cui storia è legata al ruolo di città imperiale, che ancora oggi si riflette nell’eleganza delle sue piazze, delle chiese e dei palazzi monumentali. Rathausplatz, uno degli spazi urbani più scenografici di Augusta, dominata dal Palazzo Municipale rinascimentale, uno dei più importanti a nord delle Alpi; Cattedrale: grande duomo romanico-gotico, con le celebri vetrate medievali, tra le più antiche della Germania; Chiesa di Sant’Anna: legata alla Riforma protestante e alla memoria di Martin Lutero, conserva anche la cappella funeraria dell’importante famiglia dei Fugger, una delle prime importanti testimonianze del Rinascimento italiano a nord delle Alpi. Maximilianstraße, una delle vie più eleganti della città, con le sue fontane monumentali; Palazzo Schaezler: una raffinata residenza settecentesca che testimonia il gusto aristocratico e la ricchezza della città in età barocca e rococò. Celebre per il suo sontuoso salone delle feste, conserva ambienti di grande eleganza e raccolte artistiche di rilievo, offrendo uno sguardo privilegiato sulla vita nobiliare e culturale dell’epoca; Basilica dei Santi Ulrico e Afra: un alto esempio di architettura gotica in Germania, al cui interno sono custoditi tre giganteschi e preziosissimi altari tardo-rinascimentali ritenuti un capolavoro assoluto della scultura tedesca del periodo. RAIN AM LECH, graziosa cittadina della Baviera sveva lungo la Strada Romantica, è conosciuta come “città dei fiori” per i suoi parchi, i giardini e le curate decorazioni floreali che accompagnano il centro storico. Partiremo da piazza del Municipio, dove ci accoglierà la strada del conte Tilly, che ricorda uno degli episodi più importanti della Germania del Seicento. Continueremo attraverso le stradine del centro storico tra le suggestive case medievali divenute Patrimonio dell’Unesco, per terminare nella Chiesa di San Giovanni. DONAUWÖRTH, una deliziosa città bavarese situata dove il fiume Wörnitz incontra il Danubio. Antica città imperiale, conserva un centro storico elegante e raccolto. Il cuore della città è la Reichsstraße, lunga via storica fiancheggiata da case colorate con frontoni tipicamente tedeschi, ricostruite con grande cura dopo la seconda guerra mondiale. Tra i monumenti principali spicca il Monastero di Heilig Kreuz, importante centro religioso ricostruito in forme tardo-barocche nel Settecento. FRIEDBERG, una piccola città storica con un centro medievale ben conservato, racchiuso in parte da antiche mura, con l’elegante Maximilianstraße e la piazza del municipio, dove si trovano case borghesi restaurate e una tipica atmosfera sveva-bavarese. Sopra la città si trova lo Schlossberg, la collina del castello, uno dei luoghi più suggestivi di Friedberg: oggi restano soprattutto la chiesa e alcuni tratti delle fortificazioni, ma il punto panoramico offre una bella vista sul centro e sulla pianura del fiume Lech. LANDSBERG AM LECH: una delle cittadine più scenografiche della Baviera, affacciata direttamente sul fiume Lech, lungo la Strada Romantica. Il suo centro storico è piccolo ma molto fotogenico, con case color pastello e piazze ben conservate. Il simbolo della città è la Bayertor, una porta medievale imponente che segna scenograficamente l’ingresso al nucleo antico e testimonia il passato fortificato. Da qui si raggiunge la Hauptplatz, la piazza principale, circondata da edifici storici e portici eleganti. Uno degli elementi più particolari è il sistema di dighe e cascate sul Lech, che attraversa il centro creando scorci molto caratteristici e rumorosi giochi d’acqua. WIESKIRCHE (Chiesa del Salvatore Flagellato nel Prato): patrimonio Unesco e situata in aperta campagna, colpisce per la sua imponenza e per la sua straordinaria ricchezza dell’interno. È considerata uno dei massimi capolavori del Rococò bavarese. CASTELLO DI NEUSCHWANSTEIN: è uno dei castelli più iconici al mondo, voluto dal re Ludovico II di Baviera come rifugio romantico ispirato alle leggende medievali e alle opere di Wagner. Non si tratta di un castello militare, ma di una “costruzione ideale”, pensata come mondo immaginario. All’interno si attraversano le sale private del re, la sala del trono, la sala dei cantori e gli ambienti residenziali, tutti caratterizzati da uno stile neogotico estremamente scenografico. Scopriremo il significato simbolico degli ambienti, il rapporto di Ludwig II con la musica e l’arte e il contesto storico della sua vita isolata. A breve distanza e a differenza del vicino castello “da fiaba”, il CASTELLO DI HOHENSCHWANGAU è più intimo e “vissuto”, con un’atmosfera residenziale reale piuttosto che scenografica. In posizione panoramica sopra il lago Alpsee, è il castello in cui crebbe il re Ludovico II di Baviera e che influenzò la sua fantasia quando volle costruire Neuschwanstein. All’interno, un percorso attraverso sale arredate in stile romantico-biedermeier del XIX secolo, con mobili originali, affreschi storici e decorazioni che raccontano episodi della storia medievale tedesca e delle leggende cavalleresche.

Quando

Quando: dal 14 al 17 ottobre 2026

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

L’itinerario attraversa diversi modi di costruire la memoria storica: le permanenze romane e medievali di Augusta, le città mercantili e imperiali, la devozione rococò e infine l’Ottocento romantico di Ludwig II. La cosiddetta “Germania romantica” emerge quindi non come un unico stile, ma come una successione di epoche che hanno reinterpretato il proprio passato.

Augsburg: mille anni dentro una cattedrale

Nel Duomo di Augusta la stratificazione storica è particolarmente evidente: il sito era già occupato in età romana, la cattedrale romanica fu consacrata nel 1065 e conserva cinque celebri vetrate con Profeti riferite a quella fase. A Sant’Anna, invece, il 1518 riunisce due elementi centrali della storia cittadina: la consacrazione della Cappella Fugger e il soggiorno di Martin Lutero nell’antico convento carmelitano.

La Strada Romantica è anche una storia del Novecento

La Romantische Straße non è un’unica strada medievale sopravvissuta intatta, ma un itinerario turistico moderno che oggi collega 29 località per circa 460 chilometri. Donauwörth, Rain, Augsburg, Friedberg e Landsberg am Lech appartengono tutte al percorso ufficiale. Questo rende interessante il viaggio anche come esempio di come, nel secondo Novecento, paesaggi e città storiche siano stati riuniti in un racconto culturale unitario.

Wieskirche: un capolavoro nato dal pellegrinaggio

La storia della Wieskirche precede la costruzione dell’attuale chiesa. L’UNESCO ricorda la tradizione del miracolo del 1738, quando una semplice immagine lignea di Cristo avrebbe mostrato lacrime, attirando un numero crescente di pellegrini. Il santuario fu quindi edificato tra il 1745 e il 1754 da Dominikus Zimmermann. Architettura, pittura, scultura e stucco furono pensati come un insieme unitario, uno dei caratteri più raffinati del Rococò bavarese.

Hohenschwangau e Neuschwanstein: due idee di Medioevo

Hohenschwangau fu acquistato come rovina dal futuro Massimiliano II nel 1832 e trasformato in residenza estiva e di caccia della famiglia reale: è il luogo nel quale Ludwig II maturò il proprio immaginario romantico. Neuschwanstein, iniziato nel 1868 e mai interamente completato, porta quell’immaginario a una dimensione monumentale: forme ispirate al Medioevo convivono con la tecnologia più moderna disponibile nell’Ottocento.


- DAL 10 AL 12 NOVEMBRE 2026
- DAL 17 AL 19 NOVEMBRE 2026

ARMONIE VENEZIANE

ARTE, LAGUNA E SPIRITUALITÀ

Venezia, viaggio culturale 2026

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Un’esperienza straordinaria nel cuore di Venezia: un’isola sconosciuta, calli eleganti, palazzi storici, chiese di arte e spiritualità. L’itinerario conduce attraverso angoli incantati, scorci sulla laguna e tesori preziosi, offrendo un’esperienza indimenticabile per lo spirito e per i sensi.

Visita all’ISOLA DI SAN FRANCESCO DEL DESERTO, uno dei luoghi più silenziosi e suggestivi della laguna veneziana. Uno spazio molto diverso dall’immagine consueta di Venezia: qui non ci sono calli affollate né palazzi monumentali, ma un’isola raccolta, immersa nella natura e nel silenzio. Proprio questo isolamento ne ha determinato la storia e il fascino. Il nome dell’isola richiama la presenza di San Francesco d’Assisi, che secondo la tradizione sostò qui nel 1220, di ritorno dall’Oriente. In quel tempo l’isola era completamente disabitata, quasi un “deserto”, da cui deriva l’attuale denominazione. Nel corso dei secoli, questo luogo è diventato sede di una comunità francescana che ancora oggi vive qui stabilmente. Durante la visita avremo modo di attraversare il convento, i chiostri e i giardini: spazi semplici, coerenti con lo spirito francescano, dove ogni elemento invita alla riflessione e alla quiete. L’architettura non cerca di stupire, ma piuttosto di accompagnare un’esperienza interiore e anche il paesaggio circostante gioca un ruolo fondamentale: la laguna qui appare nella sua dimensione più autentica, lontana dal traffico e dal turismo di massa (visita guidata a cura dei frati). CÀ PESARO: uno dei più imponenti palazzi affacciati sul Canal Grande e straordinario esempio di architettura barocca veneziana. Il palazzo fu progettato nel Seicento da Baldassarre Longhena, autore anche della Basilica della Salute, e completato successivamente da Antonio Gaspari. Fin dall’esterno si percepisce la sua funzione rappresentativa: la facciata in pietra d’Istria, solenne e armoniosa, riflette il prestigio della famiglia Pesaro. Ospita la Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dove sono conservate opere fondamentali tra Ottocento e Novecento. Qui possiamo incontrare artisti di rilievo internazionale come Gustav KlimtWassily Kandinsky,  Paul KleeMarc Chagall,  Auguste Rodin e Medardo Rosso. Un interessante dialogo tra contenitore e contenuto: da un lato l’architettura barocca, pensata per celebrare il potere e la ricchezza, dall’altro le opere moderne, spesso innovative e talvolta provocatorie. CHIESA DI SAN POLO: una delle più antiche chiese della città, situata nel cuore del sestiere di San Polo, a pochi passi dal vivace campo omonimo. Entrando, ci troviamo in uno spazio ampio e luminoso, dove emergono importanti opere della pittura veneziana. Tra queste spiccano i lavori di Giambattista Tiepolo, autore della suggestiva Via Crucis, capace di coniugare drammaticità e leggerezza cromatica. La chiesa custodisce anche opere di altri artisti della tradizione veneta, offrendo uno spaccato significativo dell’evoluzione artistica della città. SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO: uno dei luoghi più straordinari di Venezia. La Scuola nacque nel '400 come confraternita laica dedicata a San Rocco, invocato soprattutto contro la peste, una delle grandi paure della Venezia di allora. Grazie al prestigio e alle ricchezze accumulate, l’istituzione poté costruire questa sede monumentale, simbolo di devozione ma anche di rappresentanza. Ciò che rende questo luogo unico è il ciclo pittorico realizzato da Tintoretto, uno dei più grandi maestri del 500. Tra il 1564 e il 1587, Tintoretto decorò quasi interamente gli ambienti della Scuola, creando un racconto visivo di straordinaria potenza. Durante la visita attraverseremo sale diverse, ognuna con una funzione precisa nella vita della confraternita, ma tutte unite dalla presenza delle sue opere: scene dell’Antico e Nuovo Testamento, caratterizzate da luci drammatiche, prospettive ardite e un forte senso narrativo. MUSEO DI CÀ REZZONICO: uno dei più affascinanti palazzi del Canal Grande, oggi sede del Museo del Settecento veneziano. Questo edificio rappresenta in modo esemplare la grande stagione del barocco veneziano: iniziato su progetto di Baldassarre Longhena e completato nel 700 da Giorgio Massari, fu acquistato dalla famiglia Rezzonico, che lo trasformò in una dimora sontuosa, degna del proprio prestigio. Entrando, faremo un vero e proprio viaggio nel '700 veneziano, un’epoca di grande raffinatezza artistica ma anche di ultimi splendori della Serenissima. Le sale conservano arredi, affreschi e opere che restituiscono l’atmosfera della vita aristocratica dell’epoca. Tra i protagonisti che incontreremo ci sono Giambattista Tiepolo, con le sue spettacolari decorazioni luminose e teatrali, e Pietro Longhi, che ci racconta invece scene di vita quotidiana, più intime e borghesi. Ogni ambiente è pensato per stupire: scaloni monumentali, saloni da ballo, soffitti affrescati. Non si tratta solo di un museo, ma di una vera casa nobiliare che conserva ancora oggi il fascino e il gusto di un’epoca.

Quando

Quando: dal 10 al 12 novembre 2026;
dal 17 al 19 novembre 2026.

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Le tappe scelte permettono di osservare Venezia fuori dal percorso monumentale più consueto: la spiritualità di un’isola lagunare, la cultura delle confraternite, la civiltà aristocratica del Settecento e la nascita delle raccolte civiche d’arte moderna. Il risultato è un attraversamento della storia veneziana dal Medioevo alla contemporaneità.

San Francesco del Deserto: una precisazione sul nome

La tradizione francescana dell’isola fa risalire al 1220 il soggiorno di Francesco d’Assisi e documenta la donazione ai Frati Minori nel 1233. Gli scavi hanno inoltre restituito tracce di frequentazione di età romana. Il sito ufficiale dei frati precisa però che il nome “del Deserto” risale al Quattrocento, quando l’isola rimase per alcuni anni abbandonata a causa delle difficili condizioni della laguna.

Ca’ Pesaro: una collezione cresciuta con la città

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna non nasce da una sola raccolta privata. Il suo nucleo storico si formò attraverso gli acquisti del Comune di Venezia alle prime Biennali e si arricchì poi con numerose donazioni. Questo spiega la varietà del museo: accanto ai capolavori internazionali di Klimt e Rodin, la collezione documenta in modo ampio l’evoluzione dell’arte italiana tra Ottocento, Novecento e contemporaneità.

San Rocco: un rapporto lungo più di vent’anni

Il legame tra Tintoretto e la Scuola Grande di San Rocco si sviluppò dal 1564 al 1588 circa. La decorazione iniziò dalla Sala dell’Albergo e proseguì progressivamente negli altri ambienti. La lunga durata del cantiere consente di leggere le sale quasi come un museo monografico costruito nel tempo: non una semplice raccolta di tele indipendenti, ma un rapporto continuativo tra artista, confraternita, funzioni degli spazi e racconto religioso.

Ca’ Rezzonico: un museo fatto anche di ambienti

Il percorso di Ca’ Rezzonico amplia il racconto oltre i nomi più celebri. Al secondo piano compaiono due tele giovanili di Canaletto e gli affreschi di Giandomenico Tiepolo provenienti da Villa Zianigo; al terzo si conservano anche gli ambienti della storica Farmacia Ai do San Marchi. Il museo ricostruisce così il Settecento attraverso pittura, arredi, decorazione e aspetti concreti della vita quotidiana.


DAL 7 ALL'11 DICEMBRE 2026

DALLA GRECIA SALENTINA A LEUCA FINIBUS TERRAE

CITTA’ D’ARTE E BORGHI DEL SALENTO

Viaggio in Salento

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Il Salento è una terra di incontri e stratificazioni, un lembo di Puglia sospeso tra Adriatico e Ionio, dove popoli, lingue, dominazioni e tradizioni hanno lasciato tracce profonde nel paesaggio urbano e naturale, nell’architettura, nella spiritualità e nella cultura materiale.

LECCE, capitale culturale e artistica del Salento, accoglie il visitatore con l’eleganza luminosa della pietra leccese, tenero calcare locale che ha permesso agli scalpellini di creare facciate ricchissime, portali, balconi, chiese e palazzi, che fanno di Lecce uno dei vertici del barocco italiano e una delle più affascinanti città d’arte del Mezzogiorno. Il centro storico conserva anche le tracce dell’antica Lupiae romana, visibili nell’anfiteatro, risalente al II secolo d.C., che testimonia l'importanza della città in epoca imperiale. Il teatro urbano della piazza del Duomo è uno dei complessi barocchi più scenografici d'Italia, concepito come un autentico "teatro urbano". La piazza accoglie il Duomo, il Campanile, il Palazzo Vescovile e il Seminario, offrendo un insieme architettonico di straordinaria armonia. Basilica di Santa Croce: il più celebre capolavoro del barocco leccese, famosa per la sua straordinaria facciata riccamente decorata con sculture, motivi floreali, animali fantastici e simboli allegorici. Palazzo Tamborino Cezzi: una delle più eleganti dimore storiche del centro di Lecce. Edificato nella seconda metà del 500 e rimaneggiato nell'800, conserva preziosi ambienti rinascimentali, armoniosamente integrati con raffinati elementi neoclassici e liberty. Attraverso i suoi saloni affrescati, il suggestivo cortile colonnato e il rigoglioso giardino storico, il palazzo racconta oltre cinque secoli di storia dell'aristocrazia salentina, rappresentando uno dei più affascinanti esempi di architettura nobiliare della città. Cimitero monumentale: realizzato nella seconda metà dell'800, è un autentico museo a cielo aperto, ricco di cappelle gentilizie, monumenti funerari e sculture di pregio che testimoniano il gusto artistico e la storia della borghesia e dell'aristocrazia salentina. Chiesa Olivetani: antica chiesa annessa all'ex monastero degli Olivetani, rappresenta un significativo esempio dell'architettura rinascimentale e barocca leccese. Il complesso monastico, oggi sede dell'Università del Salento, conserva il fascino della sua lunga storia religiosa e culturale. Oratorio Sant'Antonio dei frati minori: piccolo e raffinato luogo di culto appartenente alla tradizione francescana, custodisce eleganti decorazioni e preziose opere d'arte, offrendo un'atmosfera raccolta e ricca di spiritualità. Fuori città, l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate, straordinario complesso monastico di origine medievale, tra i più importanti esempi di arte romanica in Puglia. Conserva una splendida chiesa con preziosi affreschi bizantini, un elegante portico scolpito e gli ambienti dell'antica abbazia, testimonianza della vita religiosa e agricola che per secoli ha caratterizzato il Salento. Oggi, grazie a un accurato restauro, rappresenta uno dei gioielli storico-artistici più affascinanti del territorio. Intorno a Lecce si sviluppa una costellazione di centri che raccontano le diverse anime del territorio. Nei borghi della Grecìa Salentina, sopravvive una delle identità più originali del Salento, legata alla memoria bizantina, alla tradizione linguistica del griko, il dialetto neo-greco ancora associato a quest’area ellenofona del Salento, e la stagione medievale degli Orsini del Balzo. SOLETO, antica contea degli Orsini del Balzo, conserva un centro storico raccolto e suggestivo, dominato dalla celebre Guglia Orsiniana, slanciata torre gotica alta circa 45 metri, realizzata alla fine del Trecento, che ricorda il prestigio raggiunto dal borgo tra Medioevo e Rinascimento e divenuta il simbolo del paese. Chiesa di Santo Stefano: eccezionalmente aperta per il gruppo, prezioso edificio medievale che conserva un importante ciclo di affreschi di gusto bizantineggiante, tra le più significative testimonianze pittoriche del Salento. GALATINA, più ampia e monumentale, sorprende per la ricchezza e l'eleganza del suo centro storico e soprattutto per la straordinaria ricchezza della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, voluta da Raimondello Orsini del Balzo e iniziata nel 1383: l’interno, interamente rivestito da cicli affrescati, costituisce uno dei vertici della pittura medievale dell’Italia meridionale e fa della città uno dei luoghi più preziosi dell’arte salentina. Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, custode della tradizione legata al culto di San Paolo e al fenomeno del tarantismo, e con il suggestivo Pozzo delle Tarantate, luogo simbolico dove, secondo la tradizione popolare, le donne colpite dal morso della taranta si recavano per ottenere la guarigione attraverso l'intercessione del santo. Sulla costa adriatica, OTRANTO si presenta come autentica porta d’Oriente, segnata dal dialogo millenario tra Occidente e Mediterraneo: la Cattedrale, con il celebre mosaico pavimentale realizzato nel XII sec., conserva una straordinaria enciclopedia figurata del Medioevo, mentre il borgo, il castello aragonese e l’affaccio sul mare restituiscono il fascino di una città da sempre aperta agli scambi e alle tensioni della storia. Chiesa di San Pietro: piccolo gioiello di origine bizantina, conserva preziosi affreschi medievali che testimoniano la profonda influenza della cultura orientale nel Salento. Cava di Bauxite: suggestivo sito naturalistico nato da un'antica cava mineraria, oggi caratterizzato da un lago dalle intense sfumature verde smeraldo, circondato dalla tipica terra rossa salentina, che crea un paesaggio di straordinario impatto cromatico. All’estremo lembo della penisola, SANTA MARIA DI LEUCA, il mitico Finibus Terrae, celebra l’incontro simbolico tra Adriatico e Ionio: il Santuario, il faro e il promontorio di Punta Meliso compongono uno scenario di forte suggestione, dove il paesaggio naturale assume anche un valore spirituale e geografico. Le ville eclettiche, eleganti dimore costruite tra la fine dell'800 e i primi del 900, caratterizzate da un raffinato susseguirsi di stili architettonici, liberty, moresco, neogotico e neoclassico, conferiscono al lungomare di Leuca un fascino unico. Il borgo fortificato di ACAYA, esempio raro di città-fortezza rinascimentale, progettata con un preciso impianto urbanistico e difensivo, restituisce invece l’immagine di un Salento strategico e militare, esposto nei secoli alle minacce provenienti dal mare. La visita comprende il Castello di Acaya, elegante fortezza del XVI secolo progettata da Gian Giacomo dell'Acaya, e il perfetto impianto urbanistico del borgo medievale-rinascimentale, racchiuso da possenti mura e caratterizzato da strade ortogonali, piazze e antiche abitazioni che conservano intatto il fascino di un centro fortificato unico nel suo genere. Infine NARDÒ, elegante città d'arte del Salento, vanta uno dei centri storici più armoniosi della Puglia, ricco di palazzi nobiliari e splendide chiese barocche. Cattedrale di Santa Maria Assunta: fondata in epoca normanna e successivamente arricchita con eleganti decorazioni barocche; Chiesa di San Domenico: raffinato esempio del barocco leccese; la scenografica Piazza Salandra, considerata il cuore monumentale della città; gli esterni del Palazzo Acquaviva, storica residenza nobiliare che contribuisce a definire il prestigioso volto architettonico del centro storico. Un itinerario che attraversa città d’arte, borghi antichi e paesaggi marini, architetture sacre, memorie greche e bizantine, fortezze rinascimentali e orizzonti costieri, restituendo l’immagine complessa e affascinante di un Salento luminoso, colto e profondamente mediterraneo.

Quando

Quando: dal 7 all'11 dicembre 2026.

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE


Nel Salento le stratificazioni non sono soltanto artistiche: riguardano riti, lingue, paesaggi produttivi e sistemi difensivi. Alcune tappe dell’itinerario permettono di riconoscere con particolare chiarezza il rapporto fra cultura greco-bizantina, monachesimo, arte medievale, produzione agricola e organizzazione militare del territorio.

Cerrate: dalla liturgia greca al paesaggio dell’olio

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate racconta due storie strettamente intrecciate. Il FAI ricorda che il complesso fu un monastero di rito greco e, in seguito, un centro agricolo specializzato nella lavorazione delle olive. I frantoi ipogei, il mulino e gli spazi della masseria mostrano quindi come un luogo religioso abbia continuato a vivere trasformandosi anche in organismo produttivo, senza perdere la propria identità monumentale.

Soleto: il rito greco è ancora leggibile negli spazi

Nella Chiesa di Santo Stefano l’eredità bizantina non è affidata soltanto allo stile degli affreschi. Il Comune segnala iscrizioni greche, la presenza di una piccola prothesis destinata alla preparazione del pane e del vino secondo il rito greco e un articolato ciclo con episodi della vita di Cristo, di Santo Stefano e del Giudizio Universale. L’edificio conserva quindi tracce concrete della lunga cultura italo-greca del Salento.

Otranto: il mosaico come enciclopedia medievale

Il grande pavimento musivo della Cattedrale fu realizzato dal monaco Pantaleone tra il 1163 e il 1165. La decorazione si estende attraverso la navata centrale, il transetto e l’area absidale e riunisce episodi biblici e immagini della cultura medievale. Le date precise aiutano a collocare l’opera nel pieno XII secolo, quando Otranto era uno dei principali punti di contatto dell’Italia meridionale con il Mediterraneo orientale.

Acaya: una fortezza pensata come città

Acaya è significativa perché il sistema difensivo non riguarda soltanto il castello. Il borgo, racchiuso da mura e fossato, viene presentato dalla promozione turistica regionale come un esempio di città ideale rinascimentale. L’impianto urbano, le fortificazioni e la fortezza vanno quindi letti come parti di un unico progetto, nel quale esigenze militari e organizzazione razionale dello spazio urbano vengono studiate insieme.



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