Itinerari e visite guidate in giornata


SABATO 3 OTTOBRE 2026

CHERASCO E DOGLIANI, TRA BAROCCO E NEOGOTICO

Arte, storia e panorami nel cuore delle Langhe

Cherasco Dogliani

Nel cuore delle dolci colline delle Langhe sorge CHERASCO, una delle cittadine più affascinanti del Piemonte, ricca di storia, arte e tradizioni. Fondata nel XIII secolo, conserva ancora oggi il caratteristico impianto urbanistico medievale, con ampie vie rettilinee, eleganti palazzi nobiliari e numerose testimonianze del suo prestigioso passato. La visita guidata si snoda tra le suggestive strade del centro storico, alla scoperta di monumenti, chiese e dimore storiche che raccontano secoli di vicende politiche, culturali e religiose. Particolare interesse rivestono l'imponente Arco del Belvedere, simbolo della città, la splendida Chiesa di San Pietro, ricca di opere d'arte. Passeggiando sotto i portici e lungo le vie del borgo si potranno ammirare eleganti edifici barocchi, scorci panoramici sulle Langhe e testimonianze di una tradizione culturale che ha reso Cherasco celebre anche come città della pace, dei mercati dell'antiquariato e della gastronomia. Al centro delle Langhe, patrimonio UNESCO, DOGLIANI è una graziosa cittadina nota per il suo prestigioso vino Dogliani DOCG e per il ricco patrimonio storico e artistico. La visita guidata permetterà di scoprire il centro storico, tra eleganti piazze, antichi edifici e suggestivi scorci panoramici sulle colline circostanti. Particolare attenzione sarà dedicata alle opere dell'architetto Giovanni Battista Schellino, che hanno contribuito a caratterizzare l'aspetto della città, tra cui la monumentale Chiesa dei Santi Quirico e Paolo. Un piacevole percorso tra storia, arte e tradizioni, alla scoperta di uno dei borghi più autentici e affascinanti delle Langhe.

Visite guidate a cura di Valeria Primo.

Info

Quota: 95 euro (pullman, visite guidate, offerte chiese, radiocuffie). Pranzo libero a Cherasco. Disdette senza penali entro 15 gg.; oltre tale data limite, la quota dovrà essere interamente corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: sabato 3 ottobre 2026, partenza ore 8

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Tra Cherasco e Dogliani si attraversano due modi differenti di costruire l’identità urbana delle Langhe. Cherasco conserva l’impronta di una città pianificata, segnata da importanti vicende diplomatiche e da un ricco patrimonio di palazzi e chiese; Dogliani lega invece il proprio volto ottocentesco alla personalità di Giovanni Battista Schellino, architetto capace di reinterpretare in forme originali linguaggi neoclassici e neogotici.

Cherasco, una città disegnata dalla storia

Fondata nel 1243, Cherasco conserva nel centro storico un impianto regolare, con vie ortogonali che organizzano lo spazio urbano e mettono in relazione palazzi, chiese e archi monumentali. La città fu più volte protagonista della grande storia europea: nel 1631 vi fu firmata la pace che pose fine alla guerra di successione del Monferrato e nel 1796 il suo nome tornò al centro delle vicende politiche con l’armistizio legato alla campagna italiana di Napoleone.

Tra Medioevo e Barocco

Il fascino di Cherasco nasce anche dalla compresenza di epoche diverse. La chiesa di San Pietro, antica quanto la città e caratterizzata dalla facciata romanica, dialoga con edifici barocchi, palazzi nobiliari e grandi archi settecenteschi. Questa sovrapposizione permette di leggere il centro storico come un vero archivio urbano, nel quale la crescita della città non ha cancellato le fasi precedenti ma le ha integrate in un insieme sorprendentemente coerente.

Dogliani tra Borgo e Castello

Dogliani conserva una struttura urbana articolata in due nuclei: il Borgo, sviluppato nel fondovalle, e il Castello, posto sull’altura e ancora caratterizzato da vicoli, percorsi e tracce dell’antica fisionomia fortificata. Questa doppia identità rende particolarmente evidente il rapporto tra la città e il paesaggio collinare delle Langhe, segnato dai vigneti e da una lunga continuità di insediamento.

Schellino e la nuova immagine di Dogliani

Nell’Ottocento Giovanni Battista Schellino contribuì in modo decisivo a trasformare il volto della cittadina. La parrocchiale dei Santi Quirico e Paolo, realizzata tra il 1859 e il 1886, è la sua opera più imponente: una grande architettura a croce greca, organizzata internamente da ventiquattro colonne e dominata dalla cupola. All’interno si conservano opere di epoche differenti, una Via Crucis di Gaetano Previati e un organo costruito dai fratelli Vittino.

Architettura e paesaggio delle Langhe

Il confronto tra le due località permette di osservare come il paesaggio delle Langhe non sia soltanto uno sfondo naturale o vitivinicolo. A Cherasco la forma urbana racconta secoli di storia politica e diplomatica; a Dogliani le architetture ottocentesche costruiscono una nuova scenografia per una comunità profondamente legata alle proprie colline. Il percorso intreccia quindi storia, arte e territorio, mostrando come città e campagna abbiano partecipato insieme alla definizione dell’identità piemontese.

Un itinerario a Cherasco e Dogliani

Cherasco

Un itinerario tra Cherasco e Dogliani permette di attraversare due centri delle Langhe molto diversi per origine, forma urbana e atmosfera, ma uniti dalla capacità di conservare nel tessuto cittadino le tracce di secoli di storia. Cherasco si offre anzitutto come una città da percorrere lentamente, seguendo il disegno ordinato delle sue strade e lasciando che siano gli scorci, i portici, gli archi e le facciate dei palazzi a raccontarne il passato. Entrando nel centro storico, l’asse di via Vittorio Emanuele II conduce attraverso uno spazio urbano ampio e regolare, nel quale l’impronta medievale convive con gli interventi dei secoli successivi. Lungo il percorso si incontrano edifici che ricordano il ruolo politico e diplomatico assunto dalla città, a cominciare da Palazzo Salmatoris, legato ad alcuni degli episodi più importanti della storia di Cherasco, e si raggiungono il Palazzo Comunale e la Torre Civica, elementi che ancora oggi segnano il cuore della vita cittadina. Proseguendo verso l’Arco del Belvedere, il centro assume quasi il carattere di una scena urbana costruita per prospettive successive: le strade porticate, le quinte architettoniche e le aperture verso il paesaggio rendono evidente quanto la forma della città sia parte integrante della visita. Poco distante, la chiesa di San Pietro introduce una dimensione più antica e stratificata: la sua storia accompagna quella della città e permette di cogliere, nella compresenza di elementi medievali e trasformazioni posteriori, il modo in cui Cherasco ha saputo modificarsi senza perdere la propria identità. Anche i palazzi nobiliari, spesso sobri all’esterno e più ricchi negli ambienti interni, testimoniano la prosperità raggiunta tra Seicento e Settecento e il ruolo delle famiglie che animarono la vita economica e culturale del centro. La visita può così diventare una lettura continua del paesaggio urbano, dove la grande storia si intreccia con aspetti più quotidiani: le botteghe, i cortili, le vie laterali, la tradizione dell’antiquariato e quella gastronomica contribuiscono a creare un’immagine di Cherasco che non si esaurisce nei singoli monumenti. Lasciata Cherasco, il trasferimento verso Dogliani introduce gradualmente in un paesaggio diverso, fatto di colline, vigneti e piccoli rilievi che preparano all’incontro con una cittadina dalla fisionomia più movimentata. Dogliani si sviluppa infatti tra il Borgo, nella parte più bassa, e il Castello, disposto sull’altura, e proprio il passaggio dall’uno all’altro consente di comprenderne la struttura. Nel Borgo la parrocchiale dei Santi Quirico e Paolo costituisce uno dei riferimenti monumentali più evidenti e introduce al tema che caratterizza gran parte della visita: la presenza di Giovanni Battista Schellino, l’architetto ottocentesco che contribuì in modo decisivo a trasformare l’immagine di Dogliani. Le sue opere non formano un insieme uniforme, ma compongono quasi un catalogo personale di linguaggi architettonici, nel quale suggestioni neoclassiche, neogotiche ed eclettiche vengono reinterpretate con grande libertà. Anche edifici apparentemente secondari, come la Torre del Cessi, mostrano quanto il suo intervento sia diffuso nel tessuto cittadino. Salendo verso la parte alta, l’itinerario cambia ritmo: le strade si fanno più raccolte, compaiono passaggi, resti di mura e scorci che ricordano la struttura dell’antico insediamento fortificato, mentre la chiesa dell’Immacolata presenta un volto più misurato dell’architettura di Schellino. Dal Castello e dal Belvedere il rapporto con il paesaggio diventa ancora più evidente, perché la città sembra aprirsi sulle colline circostanti e sul territorio vitivinicolo che ne ha accompagnato la storia economica e culturale. Tra le opere più sorprendenti legate a Schellino rientra anche il Cimitero Monumentale, dove il linguaggio neogotico assume una forza scenografica particolare attraverso guglie, mattoni e slanci verticali. Il percorso tra Cherasco e Dogliani acquista così un senso unitario proprio grazie al contrasto: da una parte una città dalla struttura regolare, scandita da archi, palazzi e memorie diplomatiche; dall’altra un centro disposto su quote differenti, dove l’Ottocento ha lasciato un’impronta architettonica fortemente riconoscibile. In entrambe, tuttavia, la visita non si limita all’osservazione dei monumenti, ma invita a leggere il rapporto continuo fra architettura, storia e territorio, mostrando come le Langhe siano un paesaggio culturale nel quale borghi, colline, percorsi urbani e tradizioni si sono modellati reciprocamente nel corso del tempo.

Dogliani



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