SABATO 12 SETTEMBRE 2026

GENOVA E I PALAZZI DEI ROLLI

Residenze nobiliari che raccontano il potere e la grandezza della Superba nel suo secolo d’oro

I palazzi dei Rolli a Genova I palazzi dei Rolli a Genova

Un itinerario per scoprire il fascino dei Palazzi dei Rolli, uno dei più straordinari sistemi di accoglienza pubblica dell’età moderna, nati nella Genova dei secoli XVI e XVII e oggi riconosciuti Patrimonio UNESCO. Si tratta di magnifiche dimore nobiliari, inserite in appositi elenchi (“rolli”), destinate a ospitare dignitari e visitatori illustri in visita alla Repubblica. Iniziamo il nostro percorso con due magnifici palazzi. Palazzo Nicolosio Lomellino, uno dei più spettacolari Palazzi di Strada Nuova, colpisce già dall’esterno per la straordinaria facciata decorata a stucchi. All'interno, scenografici spazi di rappresentanza, affreschi e suggestivi affacci interni, fino allo scenografico giardino segreto, articolato su più livelli, con ninfei, statue e giochi prospettici che sorprendono il visitatore nel cuore della città. Palazzo Tobia Pallavicino, costruito per un ricco banchiere al servizio della corona spagnola, è celebre per i suoi straordinari affreschi manieristi che arrivano a "fondere" pareti, volta, arredi e decorazioni in un sofisticata scenografia. La visita ai due palazzi permetterà di entrare nel cuore della Genova aristocratica del '500-'600, quando la città, ricchissima e cosmopolita, trasformò le proprie dimore nobiliari in straordinari scenari di rappresentanza, tra architetture eleganti, facciate scenografiche, cortili, decorazioni e memorie familiari, per comprendere come Genova seppe raccontare la propria potenza economica e politica anche attraverso la bellezza dei suoi palazzi.

Visite guidate a cura di Michela Ceccarini.

Info

Quota: 90 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso ai palazzi, radiocuffie). Pranzo libero a Genova. Disdette senza penali entro 15 gg.; oltre tale data limite, la quota dovrà essere interamente corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: sabato 12 settembre 2026, partenza ore 7,30

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento Genova raggiunse una posizione di assoluto rilievo nello scenario europeo. Grazie alle attività mercantili, finanziarie e armatoriali, le grandi famiglie genovesi accumularono immense ricchezze e stabilirono solidi rapporti con le principali corti del continente. I banchieri della Repubblica finanziavano in particolare la monarchia spagnola, sostenendone le imprese militari e amministrando complessi movimenti di denaro tra la penisola iberica, le Fiandre e l’Italia. Questo periodo, passato alla storia come il “secolo dei Genovesi”, trasformò profondamente il volto della città e favorì la costruzione di residenze capaci di manifestare il prestigio e l’influenza dei loro proprietari.

Strada Nuova e il sistema dei Rolli

Il cuore di questa trasformazione urbana fu Strada Nuova, l’attuale via Garibaldi, aperta dalla metà del Cinquecento e fiancheggiata dai palazzi monumentali delle famiglie più potenti della Repubblica. Nonostante lo spazio limitato e il terreno scosceso, gli architetti realizzarono edifici spettacolari, organizzati attraverso cortili, scaloni, logge, terrazze e giardini disposti su quote differenti. In questo contesto nacque il sistema dei Rolli: elenchi ufficiali delle dimore nobiliari idonee a ricevere gli ospiti di Stato. Genova, priva di un palazzo reale, affidava così alle famiglie aristocratiche l’accoglienza di ambasciatori, principi, cardinali e altre personalità, trasformando le dimore patrizie in strumenti di rappresentanza collettiva della prosperità cittadina.

Palazzo Nicolosio Lomellino

Palazzo Nicolosio Lomellino è uno degli esempi più originali di questa stagione. Costruito nella seconda metà del Cinquecento, si distingue per la ricca facciata decorata a stucco, animata da figure, mascheroni, elementi vegetali e motivi fantastici. Superato il portale, atrio, cortile e ambienti interni formano una sequenza prospettica che conduce verso il sorprendente giardino retrostante, ricavato sul pendio con terrazze, grotte artificiali, ninfei, vasche e statue. Gli interni conservano testimonianze di differenti fasi decorative, tra cui importanti affreschi legati alle vicende di Cristoforo Colombo, tema che richiama la vocazione marittima di Genova e la sua proiezione internazionale.

Palazzo Tobia Pallavicino

Palazzo Tobia Pallavicino, oggi noto anche come Palazzo Carrega-Cataldi, fu fatto costruire intorno alla metà del Cinquecento da Tobia Pallavicino, esponente di una delle famiglie più ricche della città. Il progetto originario è attribuito a Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco. Affreschi manieristi, grottesche, stucchi, rilievi e superfici dipinte creano una scenografia continua, nella quale architettura e decorazione sembrano fondersi. Nel Settecento il palazzo fu ampliato e trasformato dalla famiglia Carrega: a questa fase appartiene la celebre Galleria Dorata di Lorenzo De Ferrari, dove specchi, stucchi dorati, dipinti e arredi compongono un ambiente luminoso e teatrale destinato alla rappresentanza.

Due palazzi, due secoli di gusto

Il confronto tra i due palazzi permette di osservare l’evoluzione del gusto aristocratico genovese. Palazzo Nicolosio Lomellino conserva il carattere della grande architettura manierista, resa spettacolare dal dialogo tra facciata, cortile e giardino; Palazzo Tobia Pallavicino mostra invece come una dimora cinquecentesca potesse essere aggiornata secondo forme più luminose e teatrali. Questi palazzi non erano soltanto abitazioni: erano luoghi nei quali si amministravano patrimoni, si stringevano alleanze, si ricevevano ospiti illustri e si costruiva la memoria della casata.

La magnificenza come immagine della Repubblica

Attraversare i Palazzi dei Rolli significa entrare nella società della Genova moderna, una città raccolta tra mare e montagne ma al centro di una rete internazionale di commerci, credito e relazioni diplomatiche. La magnificenza delle dimore nobiliari non fu soltanto espressione privata della ricchezza di poche famiglie: divenne anche immagine pubblica della Repubblica. Facciate monumentali, atri, scaloni, saloni affrescati e giardini nascosti restituiscono ancora oggi la misura di una stagione nella quale Genova seppe tradurre la propria potenza economica in un linguaggio architettonico e artistico di eccezionale eleganza.




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