Itinerari e visite guidate in giornata


SABATO 21 NOVEMBRE 2026

VERCELLI, UNA CITTÀ DA SFOGLIARE: CODICI, ARTE E CATTEDRALI

Tra codici miniati, tesori d’arte e meraviglie medievali

Vercelli: immagine dell'itinerario culturale Vercelli: seconda immagine dell'itinerario culturale Vercelli: terza immagine dell'itinerario culturale

Vercelli è una città che si lascia scoprire come un libro prezioso, sfogliando le pagine della sua storia millenaria tra antiche strade, grandi monumenti e straordinari tesori d'arte. Crocevia di pellegrini, centro di cultura e spiritualità, custodisce un patrimonio sorprendente, nel quale il fascino del Medioevo si intreccia con le eleganze del Rinascimento. Il nostro itinerario prenderà avvio dal centro storico, tra piazze suggestive, palazzi e testimonianze di un passato che ha visto Vercelli protagonista della storia piemontese. Visiteremo quindi la Cattedrale di Sant'Eusebio, cuore religioso della città, che custodisce il monumentale crocifisso ottoniano, una delle più importanti testimonianze dell'arte medievale in Italia. Entreremo poi nel Museo del Tesoro del Duomo, dove reliquiari, preziosi oggetti liturgici e opere d'arte raccontano secoli di devozione e mecenatismo. Particolare attenzione sarà dedicata agli straordinari codici miniati della Biblioteca Capitolare, autentici capolavori della cultura manoscritta, le cui pagine finemente decorate ci accompagneranno in un affascinante viaggio attraverso la storia della scrittura, dell'arte e della trasmissione del sapere. Proseguiremo verso la maestosa Abbazia di Sant'Andrea, uno dei più significativi monumenti del primo Gotico in Italia, dove elementi romanici e slanci gotici si fondono in un'architettura di eccezionale armonia, testimonianza del ruolo culturale e spirituale della Vercelli medievale. Concluderemo il nostro percorso nella Chiesa di San Cristoforo, considerata una delle grandi meraviglie artistiche della città. Al suo interno ammireremo gli splendidi affreschi di Gaudenzio Ferrari, protagonista del Rinascimento piemontese, che con la vivacità dei colori, l'intensità espressiva dei personaggi e la straordinaria capacità narrativa trasformò le pareti della chiesa in un autentico racconto per immagini. Un itinerario tra fede, arte e cultura, per raccontare la storia e l'identità di una città dal fascino senza tempo.

Visita guidata a cura di Federica Mingozzi.

Info

Quota: 90 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso Museo e Biblioteca Capitolare, offerte chiese, radiocuffie). Pranzo libero a Vercelli. Disdette senza penali entro 15 gg.; oltre tale data limite, la quota dovrà essere interamente corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: sabato 21 novembre 2026, partenza ore 8,30

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Accanto ai monumenti dell’itinerario, Vercelli conserva storie meno note che collegano la città all’Inghilterra medievale, alla nascita del gotico europeo e all’evoluzione delle tecniche artistiche. I manoscritti, le committenze e i materiali delle opere aiutano a leggere questi luoghi attraverso dettagli che vanno oltre la loro bellezza immediata.

Il Codex Vercellensis, prima della Vulgata

Tra i tesori della Biblioteca Capitolare si conserva il Codex Vercellensis Evangeliorum, conosciuto anche come Codice A: una versione latina dei quattro Vangeli datata alla seconda metà del IV secolo. Appartiene alla tradizione della Vetus Latina, precedente alla traduzione di san Girolamo. La sua attribuzione a sant’Eusebio è tradizionale; nei secoli il libro divenne anche oggetto di devozione, utilizzato per giuramenti solenni e talvolta privato di fogli donati come reliquie.

Il Vercelli Book: un libro venuto dall’Inghilterra

Un altro manoscritto della Biblioteca è il Vercelli Book, copiato in antico inglese nell’Inghilterra sudorientale alla fine del X secolo. Riunisce 23 omelie e sei componimenti poetici e costituisce una fonte essenziale per la letteratura anglosassone. Il libro giunse probabilmente a Vercelli tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo; in seguito si perse persino la conoscenza della lingua in cui era scritto. Oggi un progetto digitale consente di esplorarlo anche a distanza.

Dentro il Crocifisso: materia e restauro

Il Crocifisso della Cattedrale fu realizzato all’inizio dell’XI secolo, probabilmente per volontà del vescovo Leone. La figura di Cristo è formata da lamine d’argento sbalzate e in parte dorate, applicate a una struttura interna. Dopo un grave danneggiamento nel 1983, il restauro portò a separare l’involucro metallico dall’antico riempimento, formato anche da cocciopesto, cera d’api e colofonia. Quest’ultimo è ora conservato al Museo del Tesoro: le due sedi permettono di comprendere aspetti differenti della stessa opera.

Guala Bicchieri e l’Europa di Sant’Andrea

Il cardinale Guala Bicchieri, promotore dell’abbazia dal 1219, era stato legato pontificio in Inghilterra. Le rendite di beni ottenuti oltre Manica contribuirono a finanziare la nuova chiesa, la cui fabbrica coinvolse maestranze di diversa provenienza. Al complesso fu affiancato un ospedale destinato all’accoglienza dei poveri. Sant’Andrea racconta così anche una rete di rapporti internazionali, risorse economiche e iniziative assistenziali che attraversava l’Europa del Duecento.

San Cristoforo: un cantiere tra pittura e architettura

L’attuale chiesa di San Cristoforo fu costruita nel 1515 dall’Ordine degli Umiliati sui resti di un edificio precedente del XII secolo. Gaudenzio Ferrari vi operò fra il 1529 e il 1534, realizzando, oltre ai cicli della Vergine e della Maddalena, la celebre Madonna degli Aranci. Nell’edificio si trova anche una balaustra marmorea progettata da Filippo Juvarra: un dettaglio che testimonia come lo spazio sacro sia stato arricchito da interventi di epoche successive, accostando la cultura figurativa del Cinquecento a quella architettonica del Settecento.




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