Itinerari e visite guidate a Milano


MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2026, ORE 15

Maioliche, porcellane e ceramiche d’arte AL CASTELLO SFORZESCO

La bellezza fragile della ceramica tra arte e vita quotidiana

Collezione ceramiche del castello Sforzesco, ceramica Loretz Gio Ponti, ciotola Leonia (1925)

La visita guidata alla collezione di ceramiche del Castello Sforzesco conduce alla scoperta di uno dei nuclei più affascinanti del Museo delle Arti Decorative, dove oggetti nati per l’uso, il decoro e la rappresentanza raccontano secoli di gusto, abilità artigianale e raffinatezza artistica. Tra maioliche, porcellane, ceramiche graffite e manufatti d’uso, il percorso permette di osservare da vicino la straordinaria varietà di forme, colori e tecniche che hanno caratterizzato la produzione italiana ed europea dal Rinascimento al Novecento. Particolare attenzione sarà dedicata alle manifatture lombarde, con le maioliche di Milano e Lodi, ma anche ai rapporti con altri importanti centri produttivi, in un dialogo continuo tra arte, moda, commercio e vita domestica. Piatti, vasi, servizi da tavola e oggetti ornamentali diventano così testimonianze preziose non solo della storia della ceramica, ma anche dei modi di abitare, ricevere, collezionare e rappresentarsi nelle diverse epoche. Il percorso consentirà anche di comprendere meglio la differenza tra ceramica, maiolica e porcellana, distinguendo materiali, tecniche di cottura, smalti e decorazioni. Non mancherà uno sguardo al Novecento, con il rinnovamento delle arti decorative e il dialogo tra artigianato, industria e design, rappresentato anche da importanti produzioni Richard Ginori legate alla direzione artistica di Gio Ponti. Una visita per scoprire come materiali apparentemente fragili possano custodire una memoria ricchissima, fatta di bellezza, tecnica, cultura e vita quotidiana.

Visita guidata a cura di Enrico Venturelli.

Info

Quota: 25 euro intero, euro 20 over 65, euro 15 con Abbonamento Musei Lombardia (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 4 novembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

La collezione del Castello Sforzesco permette di leggere la ceramica come punto d’incontro tra arte, tecnica e vita quotidiana. Oggetti destinati alla tavola, alla decorazione o alla rappresentanza documentano il mutare del gusto dal Rinascimento al Novecento e consentono di confrontare materiali, procedimenti produttivi e tradizioni manifatturiere italiane ed europee.

Ceramica, maiolica e porcellana

La visita chiarisce innanzitutto una distinzione fondamentale: ceramica è il termine generale per i manufatti ottenuti dalla cottura dell’argilla, mentre maiolica e porcellana indicano produzioni con caratteristiche tecniche e materiche differenti. Imparare a riconoscerle permette di leggere gli oggetti con maggiore consapevolezza.

Milano e Lodi

Le maioliche di Milano e Lodi costituiscono un riferimento importante per comprendere la produzione lombarda. Forme, decorazioni e colori mostrano come le manifatture locali dialogassero con il gusto delle diverse epoche e con una committenza attenta alla qualità degli oggetti domestici.

Oggetti d’uso e oggetti di rappresentanza

Piatti, vasi e servizi da tavola non sono soltanto contenitori: raccontano modi di abitare, ricevere e rappresentarsi. La ceramica permette quindi di ricostruire aspetti della vita quotidiana che spesso sfuggono alle arti monumentali.

Dal Rinascimento al Novecento

La lunga cronologia della raccolta consente di osservare come tecniche e decorazioni cambino nel tempo. Il passaggio dal Rinascimento al Novecento rende evidente il continuo rapporto tra tradizione artigianale, commercio, moda e nuove esigenze della produzione.

Gio Ponti e il dialogo con l’industria

Il Novecento introduce il rapporto tra arti decorative, industria e design. Le produzioni Richard Ginori legate alla direzione artistica di Gio Ponti mostrano come una manifattura storica possa rinnovarsi attraverso un linguaggio moderno, senza perdere il valore della qualità artigianale.




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