Quella intitolata a Vittorio Emanuele II è di certo la più scenografica e la più famosa, evidente inno alla prosperità e alla modernità della Milano dell'Ottocento. Ma il centro di Milano ne vanta molte altre! Strana tipologia di architettura che è un po' edificio e un po' strada e che nello stesso tempo non è né l'uno né l'altra, la Galleria è quasi sempre un attraversamento che non si è abituati a osservare. Dopo la costruzione di quella che semplicemente è “la” Galleria, tra il Duomo e Palazzo Marino, si assiste a un crescendo della fortuna di queste strade coperte, ispirate ai passages francesi. Tra San Babila e la Cattedrale se ne contano diverse, quasi sempre legate, almeno fino a qualche anno fa, al nome di uno dei tanti cinema che facevano del Corso la Hollywood milanese o legate a locali storici: dalla Galleria del Toro degli anni Trenta con i suoi mosaici dedicati a Milano e Torino e l’accesso al Teatro Nuovo, alla Galleria del Corso sormontata da una alta cupola in vetro sorvegliata da austere aquile ed eleganti figure femminili che tradiscono l’appartenenza alle architetture del Ventennio. Affacciata sull’omonima piazza, si apre la Galleria San Babila ricavata nel Palazzo Donini da Gio Ponti e divenuta celebre per il Ginrosa e il suo celebre aperitivo Costumé Canetta. Mentre la non lontana Galleria Strasburgo si impone con il bel pavimento dello scultore e mosaicista Somaini. Uno sguardo più pop non può mancare, con la più “leggera” Galleria dei Telegatti e con la Galleria Passarella, dove una targa ricorda uno dei luoghi simbolo della città negli anni Settanta e Ottanta: lo storico negozio di Fiorucci.