In principio era campagna: cascine, cereali, gelsi e fontanili e nulla più. Poi, con l’arrivo della ferrovia, le spighe lasciarono il posto a contatori e gru e lampadine, tutto in un attimo cambiò, segnando il destino di una delle tante periferie della città, fatta di molti palazzi e pochi servizi. E fu così che il Giambellino cambiò per sempre, con buona pace del Cerutti Gino di Gaber! Un itinerario zigzagando per il quartiere racconta del passato e del presente di questo scampolo di Milano, per scoprire insospettabili storie: dall’ormai millenario Oratorio di San Protaso, nell'attiguo Lorenteggio, con i suoi affreschi (quasi) miracolosi, alle fabbriche della Osram e della Loro Parisini, ma anche delle Officine Elettroferroviarie che sfornarono i nostri storici tram, ma... pure delle ambite racchette da tennis! Uno sguardo tra storia e architettura non può non essere dedicato ai primissimi quartieri popolari e... popolarissimi, tutt’altro che “brutti”, ma anche al ruolo della Chiesa che, attraverso i suoi vescovi, provò a prendersi cura di un’umanità sofferente. Ma il Giambellino è anche la storia degli incredibili Convitti della Rinascita dell’immediato Dopoguerra, nati per crescere generazioni di uomini liberi; è la storia dei fiori di una rara magnolia dipinti sui muri di un’Associazione a mettere insieme “diversità” e arte, fino ad arrivare a un piccolo giardino, un po’ pubblico, un po’ privato che, già prima del nuovissimo Parco del Giambellino, ha saputo regalare al quartiere un sorprendente angolo di verde!
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 15 settembre 2026, ore 15,30
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