Itinerari e visite guidate a Milano


MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2026, ORE 15

LA FONDAZIONE VICO MAGISTRETTI

Nello studio-museo dove Vico Magistretti ha ridisegnato il modo di abitare

Milano, Galleria del Corso

Vico Magistretti è stato fra i più raffinati progettisti italiani, protagonista della storia progettuale italiana del Secondo dopoguerra, che ha lasciato opere indelebili nell’architettura e nel design. Ha lavorato per tutta la vita nello studio all’angolo tra via Conservatorio e via Bellini, nell’edificio progettato nel 1933 da suo padre, l’architetto Pier Giulio Magistretti. Ottanta metri quadri scarsi al piano rialzato composto di tre stanze, neanche cinquanta per quello interrato con l’archivio e un bagno spartano (fino al 2010 non c’era acqua calda!). E ridotto era anche il personale: Vico, ovviamente, e il geometra Franco Montella, suo storico e straordinario assistente. Diceva Magistretti: “Io ho scelto di fare l'architetto, non il manager. Vedi il mio studio: fa ridere. Ma ho progettato cose importanti”. Lo studio è divenuto uno studio-museo, dove conservazione, ricerca, valorizzazione, divulgazione e promozione dell’archivio e del suo lavoro di architetto e designer convivono e dialogano con elementi originali del luogo dove ha lavorato per oltre sessant’anni. Il suo è il linguaggio estetico della semplicità e dell’intuitività, di cui sono pregni i suoi oggetti, trasformati dal tempo in “classici” del design contemporaneo con la grande responsabilità di aver contribuito a modernizzare il gusto dell’abitare.

Info

Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 23 settembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Lo studio di Vico Magistretti permette di avvicinarsi alla storia del design italiano attraverso un luogo di lavoro rimasto legato alla quotidianità del progettista. Gli spazi ridotti, l’archivio, gli arredi e la memoria di oltre sessant’anni di attività raccontano un modo di progettare lontano dalla dimensione aziendale e fondato sulla continuità tra architettura, oggetto e abitare.

Uno studio dentro una storia familiare

Magistretti lavorò per tutta la vita nell’edificio all’angolo tra via Conservatorio e via Bellini, progettato nel 1933 dal padre Pier Giulio. Il luogo unisce quindi storia familiare e professionale, mostrando come lo spazio di lavoro sia diventato parte integrante della biografia dell’architetto.

Pochi metri quadrati, molti progetti

Lo studio era sorprendentemente piccolo: poche stanze al piano rialzato e l’archivio nel seminterrato. Questa dimensione raccolta è coerente con l’idea, ricordata dallo stesso Magistretti, di voler essere prima di tutto architetto e progettista, non manager di una grande struttura.

Lo studio-museo

La trasformazione in studio-museo ha conservato il rapporto tra documenti, ambienti originali e memoria del lavoro. Non si tratta quindi soltanto di esporre oggetti, ma di mantenere leggibile il contesto nel quale idee, disegni e progetti venivano elaborati.

Archivio, ricerca e divulgazione

Conservazione e valorizzazione dell’archivio convivono con attività di ricerca e divulgazione. La documentazione permette di seguire il processo progettuale e di comprendere come architettura e design siano stati affrontati da Magistretti come aspetti complementari dello stesso problema: il modo di abitare.

Semplicità e intuitività

Il linguaggio di Magistretti viene associato a semplicità e intuitività. Molti oggetti sono diventati nel tempo classici del design contemporaneo proprio perché capaci di coniugare chiarezza d’uso, riconoscibilità formale e attenzione alla vita quotidiana.




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