Il Cimitero Monumentale di Milano è innanzitutto un luogo di sepoltura, ma è anche, come suggerisce la seconda parola (dal latino monère, "ammonire, ricordare"), il luogo dove si coltiva la memoria delle tante storie individuali e familiari che, sommate, vanno a comporre quella collettiva e condivisa. Sono i monumenti funebri, molti dei quali vere opere d'arte dove si fondono architettura, scultura, pittura e mosaico, a mantenere percepibile, visibile e tangibile nel tempo la memoria di tanti uomini e donne e famiglie che hanno dato ciascuno il proprio contributo alla crescita e allo sviluppo culturale, sociale, economico, morale di Milano (e dell'Italia) a partire dal Risorgimento fino ad oggi. Lungo il percorso selezioneremo alcuni casi esemplari, partendo dai nomi più celebri e celebrati del famedio, Manzoni e Cattaneo su tutti, proseguiremo muovendoci tra ingegneri, come Giulio Sarti, giornalisti sportivi, come Tullo Morgagni, editori, come Hoepli, imprenditori e industriali come Erba, Falck, Bocconi, Pirelli, grandi nomi del settore "food and beverage" (come si dice oggi!) come Campari, Motta e Branca, donne salonnières e impegnate come Clara Maffei o cantanti liriche come Matilde Juve Branca, e ancora eroici soldati vittime della prima guerra mondiale e fanciullini strappati da mali incurabili all'amore dei genitori, cercando nella varietà connessioni e relazioni in modo da ricomporre, come fossero tante tessere di un mosaico, la storia culturale-sociale-economica di Milano negli ultimi 160 anni e più. Insomma, cercheremo di far parlare le pietre, perché, riprendendo Orazio e Foscolo, se il bronzo dei monumenti dura nel tempo, solo la voce vince il silenzio e ridona vita.