Nascosta tra le vie trafficate di Milano, tra il caos frenetico della vita cittadina, sorge un tesoro architettonico poco conosciuto ma di grande fascino: la chiesa di San Nicolao della Flue. Questa chiesa, che porta il nome di un santo svizzero, si distingue non solo per la sua storia, ma anche per il suo design sorprendentemente insolito, il quale si distanzia dal panorama urbano dominato da imponenti cattedrali gotiche e maestosi edifici rinascimentali. Fu l’architetto Ignazio Gardella, in collaborazione con Anna Castelli Ferrieri, a occuparsi del progetto dell’edificio. Posizionata nel cuore del quartiere Forlanini, la struttura domina una vasta piazza circondata dai principali edifici pubblici. La chiesa stessa sorge su un’alta piattaforma sopraelevata rispetto al livello stradale, la quale ospita al suo interno gli spazi parrocchiali e di servizio. L’aspetto esteriore ed interno della chiesa è distintamente caratterizzato dalla sua copertura a vela, che si appoggia su una serie di archi curvi in calcestruzzo armato, visibili all’esterno, che suddividono lo spazio interno in tre navate. Le 134 vetrate istoriate sono decorate dal pittore Pino Grioni con raffigurazioni derivanti dall’Antico e dal Nuovo Testamento. L’edificio, rivestito in vercuivre, una miscela di rame catramato e foglie di caucciù, si staglia imponente nel panorama del quartiere, conferendogli un’impressionante presenza architettonica.