Visite guidate alle più importanti mostre


- GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2026, ORE 15
- MARTEDÌ 15 DICEMBRE 2026, ORE 15
- MERCOLEDÌ 16 DICEMBRE 2026, ORE 15

MOSTRA “I BRUEGHEL. LE ORIGINI DEI GENERI PITTORICI IN EUROPA”

Alla scoperta di una dinastia di artisti che ha rivoluzionato la pittura europea

Mostra I Brueghel a Palazzo Reale di Milano: prima immagine Mostra I Brueghel a Palazzo Reale di Milano: seconda immagine

Un mondo brulicante di personaggi, villaggi innevati, feste contadine e paesaggi popolati di dettagli sorprendenti: è l'universo dei Brueghel, una straordinaria dinastia di pittori fiamminghi che, tra Cinquecento e Seicento, ha saputo raccontare la natura e la vita dell'uomo con uno sguardo insieme poetico, ironico e profondamente realistico. A Palazzo Reale, la mostra "I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa" ci accompagna alla scoperta di tre generazioni di artisti, a partire da Pieter Bruegel il Vecchio, maestro nell'osservare e rappresentare il mondo contadino, fino ai figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio, raffinato interprete di paesaggi, fiori e nature morte, legato anche alla Milano del cardinale Federico Borromeo. Attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, scopriremo come la famiglia Brueghel abbia contribuito alla nascita e all'affermazione dei grandi generi della pittura europea: dal paesaggio alla natura morta, dalle scene di vita quotidiana alle rappresentazioni allegoriche. La nostra visita guidata sarà un'occasione per entrare in questi piccoli universi dipinti, osservare i particolari che spesso sfuggono a un primo sguardo e scoprire, dietro l'apparente semplicità delle scene, un intreccio di simboli, tradizioni e significati morali. Un viaggio affascinante nella pittura fiamminga, alla scoperta di una famiglia di artisti che ha trasformato la rappresentazione della realtà, aprendo nuove strade alla pittura moderna.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, prevendita, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 3 dicembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Nel XVI secolo, ad Anversa, dipinti e incisioni iniziarono a circolare tra collezionisti e acquirenti diversi dai tradizionali committenti ecclesiastici o aristocratici. In questo contesto, il nome Bruegel/Brueghel divenne riconoscibile attraverso opere originali, traduzioni a stampa, botteghe e variazioni di soggetti molto richiesti. Comprendere come un’immagine venisse ideata, riprodotta e acquistata aiuta a leggere anche la fortuna europea di questa famiglia.  

Le incisioni e la diffusione delle immagini

Pieter Bruegel il Vecchio disegnò soggetti destinati a essere incisi da altri specialisti e pubblicati in più esemplari. La collaborazione con l’editore anversese Hieronymus Cock permise alle sue invenzioni figurative di raggiungere un pubblico più ampio di quello dei singoli dipinti. In alcune serie di paesaggi alpini il racconto religioso occupa uno spazio minimo: montagne, vallate e corsi d’acqua diventano il vero centro della scena.   

Proverbi, satire e immagini da decifrare

Le rappresentazioni di detti popolari trasformano la vita quotidiana in un repertorio di comportamenti umani. Nei Proverbi fiamminghi, per esempio, il Metropolitan Museum of Art segnala la presenza di oltre cento proverbi riuniti in un solo villaggio immaginario. Lo spettatore è invitato a riconoscere gesti e situazioni, cogliendo ironie che potevano rivolgersi anche a un pubblico colto.   

Fiori che non sbocciano nella stessa stagione

Nei bouquet di Jan Brueghel il Vecchio convivono talvolta fiori che, in natura, fioriscono in mesi differenti. Non si tratta di una svista: ogni specie è resa con grande precisione, ma l’insieme costruisce una visione ideale della ricchezza naturale. La National Gallery of Art osserva, per un dipinto del 1615, che rose estive, anemoni autunnali e fiori primaverili sono riuniti in un’unica composizione.   

Collaborare per un dipinto

Nella pittura fiamminga del Seicento alcuni artisti lavoravano insieme, occupandosi ciascuno delle parti in cui eccellevano. Jan Brueghel il Vecchio collaborò con Peter Paul Rubens; alla morte di Jan, nel 1625, il figlio Jan il Giovane proseguì la collaborazione. Questa modalità di lavoro mostra come il dipinto potesse essere il risultato dell’incontro di abilità distinte, anziché dell’intervento di una sola mano.   

Un capolavoro dei Brueghel da vedere anche a Milano

La Pinacoteca Ambrosiana conserva il Vaso di fiori con gioiello, monete e conchiglie di Jan Brueghel il Vecchio, realizzato per Federico Borromeo: una lettera documenta che il pittore vi stava lavorando nel 1606. Il mazzo riunisce all’incirca un centinaio di specie, alcune rare. Secondo la scheda museale, il cardinale donò il quadro all’Ambrosiana nel 1618 e raccontò nel proprio Musaeum il valore attribuito alla rappresentazione e ai suoi preziosi dettagli. Il dipinto offre così un collegamento concreto tra la pittura fiamminga e le collezioni milanesi, oltre la durata della mostra a Palazzo Reale.   




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