Visite guidate alle più importanti mostre


MARTEDÌ 24 NOVEMBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: “CENTO ANNI PER BRERA. ACQUISTI E DONI DEGLI AMICI”

UN SECOLO DI ARTE, PASSIONE E GENEROSITÀ

Mostra Cento anni per Brera, acquisti e doni degli Amici, prima immagine Mostra Cento anni per Brera, acquisti e doni degli Amici, seconda immagine

Ci sono musei la cui storia non è fatta soltanto di grandi artisti e capolavori, ma anche di persone che, nel corso del tempo, hanno scelto di prendersene cura. È questo il racconto al centro di “Cento anni per Brera. Acquisti e doni degli Amici”, la mostra con cui la Pinacoteca celebra il primo secolo di vita degli Amici di Brera, associazione nata nel 1926 per sostenere, valorizzare e arricchire uno dei più importanti patrimoni artistici italiani. Nelle Sale Napoleoniche seguiremo un percorso che intreccia arte e storia milanese attraverso dipinti, sculture e preziosi codici miniati, affiancati da fotografie, documenti e pubblicazioni capaci di restituire volti e vicende dei protagonisti di questa straordinaria esperienza di mecenatismo. Un racconto lungo cent’anni, fatto di acquisti lungimiranti, donazioni e gesti di generosità che hanno contribuito in maniera decisiva alla crescita delle collezioni braidensi. Tra le opere legate alla storia degli Amici spicca uno dei massimi capolavori della Pinacoteca, la Cena in Emmaus di Caravaggio, acquistata nel 1939 per Brera grazie all’impegno dell’Associazione. Ma accanto ai grandi nomi emerge soprattutto una storia meno conosciuta e profondamente milanese: quella di collezionisti, studiosi, imprenditori e cittadini che hanno considerato il patrimonio artistico un bene da custodire e trasmettere alle generazioni future. La nostra visita sarà quindi non soltanto l’occasione per incontrare opere di grande qualità, ma anche per scoprire come si costruisce nel tempo la collezione di un museo, seguendo un secolo di passioni, scelte e generosità. Un modo diverso di guardare Brera, attraverso la storia di chi ha contribuito a renderla ciò che è oggi.

Visita guidata a cura di Luisa Strada.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie) + 20 euro (biglietto d'ingresso). Ingresso gratuito con Abbonamento Musei Lombardia e tessera Associazione Amici di Brera. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: martedì 24 novembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

La nascita degli Amici di Brera fu promossa dal direttore Ettore Modigliani; il primo presidente fu Ettore Conti. Il loro progetto rispondeva a un’esigenza precisa: affiancare l’istituzione pubblica con una rete di sostegno capace di intervenire sulla conservazione e sulla crescita delle raccolte. La storia dell’Associazione mostra così quanto il museo sia anche il risultato di decisioni culturali, responsabilità condivise e relazioni costruite nel tempo.

Il 1939 e la rinascita del dopoguerra

Nel 1939, nello stesso anno di un’importante acquisizione per la Pinacoteca, l’Associazione venne sciolta a seguito delle disposizioni del regime fascista sulle associazioni private. La sua attività riprese dopo la guerra grazie anche all’impegno di Fernanda Wittgens, allieva e collaboratrice di Modigliani, protagonista della tutela e della ricostruzione del patrimonio braidense. La continuità dell’impegno degli Amici attraversò dunque anche una profonda frattura della storia italiana.

Il Medioevo ritrovato

Le acquisizioni degli Amici hanno contribuito a rafforzare ambiti in origine meno rappresentati nelle raccolte, segnate dal gusto dell’età napoleonica. Fra gli esempi figurano il Cristo giudice di Giovanni da Milano, le Storie di santa Barbara attribuite a Giovanni Baronzio e la Madonna col Bambino di Ambrogio Lorenzetti. Queste opere hanno favorito una lettura più ricca della pittura italiana medievale, oggi valorizzata nelle sale dedicate ai secoli dal Duecento al Quattrocento.

Collezioni private e arte del Novecento

Il dialogo con i collezionisti ha permesso a Brera di accogliere anche nuclei importanti di arte moderna. Le raccolte Jesi e Vitali testimoniano la forza di questo contributo. Un esempio più recente è Le fantasie di Mario Mafai: ventitré dipinti eseguiti tra il 1941 e il 1943, donati da Aldo Bassetti e oggi conservati a Palazzo Citterio. I doni possono quindi trasformare non solo la consistenza delle raccolte, ma anche il modo in cui il museo racconta epoche e linguaggi differenti.

Prendersi cura di un museo

L’attività degli Amici non si esaurisce negli acquisti: nel tempo ha sostenuto restauri, interventi sugli spazi e iniziative culturali. Tra gli esempi ricordati dall’Associazione figurano il restauro della statua di Napoleone di Antonio Canova nel cortile di Brera, miglioramenti all’illuminazione di alcune sale e attività educative rivolte a pubblici diversi. La conservazione e la fruizione quotidiana sono parte della stessa storia delle opere esposte.

Un percorso che continua nelle collezioni

L’esposizione, curata da Lorenzo Francesco Colombo, Valentina Ferrari e Alessandro Morandotti, non si limita a presentare gli oggetti nelle Sale Napoleoniche. Il racconto prosegue anche nelle collezioni permanenti della Pinacoteca e a Palazzo Citterio: apposite didascalie aiutano a riconoscere le opere donate dagli Amici nei luoghi in cui sono abitualmente custodite. Si può così osservare il passaggio dal singolo gesto di sostegno al patrimonio condiviso, seguendo le tracce delle donazioni all’interno del museo di oggi.




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