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DALL’8 AL 14 GIUGNO 2027

TRA CICLOPI E VULCANI: DAI BRONZI DI RIACE AL REGNO DI EOLO

Sulle rotte della Magna Grecia, tra i tesori d'arte dello Stretto e gli incanti delle Isole Eolie

I Bronzi di Riace, Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

Taormina. Viaggio dallo Stretto di Messina alle Isole Eolie

Teatro greco di Taormina. Viaggio dallo Stretto di Messina alle Isole Eolie

Naxos. Viaggio dallo Stretto di Messina alle Isole Eolie

Lipari. Viaggio dallo Stretto di Messina alle Isole Eolie

Stromboli. Viaggio dallo Stretto di Messina alle Isole Eolie

Tra Ciclopi e Vulcani: Calabria, Sicilia e Isole Eolie - fotografia 1
Tra Ciclopi e Vulcani: Calabria, Sicilia e Isole Eolie - fotografia 2
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Tra le sponde dello Stretto di Messina e le isole vulcaniche del Tirreno si sviluppa un itinerario di straordinaria ricchezza, dove la grande eredità della Magna Grecia incontra le testimonianze della civiltà normanna, i capolavori dell'arte italiana e alcuni dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo. Un viaggio tra Calabria, Sicilia orientale e Isole Eolie, attraverso città millenarie, monumenti, musei, borghi marinari e scenari naturali dominati dalla presenza dei vulcani, in un territorio dove storia, arte e natura si intrecciano continuamente. Un itinerario che unisce i grandi capolavori della civiltà greca, le testimonianze medievali, l'arte rinascimentale e barocca e gli straordinari paesaggi delle Eolie. Un viaggio attraverso città d'arte, antiche colonie, borghi mediterranei e isole vulcaniche, alla scoperta di un territorio in cui il patrimonio culturale e la bellezza della natura compongono un racconto affascinante della storia e dell'identità del Mediterraneo.

REGGIO CALABRIA, affacciata sullo Stretto di Messina, custodisce una storia che affonda le radici nella colonizzazione greca, quando l'antica Rhegion divenne uno dei centri più importanti della Magna Grecia. Il centro storico, profondamente trasformato dal terremoto del 1908, presenta oggi un elegante impianto urbano, caratterizzato da palazzi eclettici, ampie strade e suggestivi scorci sul mare. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricostruita nel Novecento in forme neoromaniche, rappresenta il principale edificio religioso della città e conserva nella Cappella del Santissimo Sacramento un prezioso esempio di decorazione barocca in marmi policromi. Il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti musei archeologici italiani, racconta la storia delle civiltà che hanno popolato la Calabria dalla preistoria all'età romana, con particolare attenzione alle grandi città della Magna Grecia. Il suo tesoro più celebre è costituito dai Bronzi di Riace, due straordinarie statue greche del V secolo a.C., recuperate dal mare nel 1972, capolavori assoluti della scultura antica per la perfezione anatomica e l'intensa espressività. La Pinacoteca Civica, ospitata nel Palazzo del Teatro Francesco Cilea, completa il percorso artistico con una raccolta che comprende due preziose tavolette giovanili di Antonello da Messina, il Ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti e opere di artisti calabresi tra Ottocento e Novecento. Attraversato lo Stretto, la Sicilia accoglie il visitatore con TAORMINA, una delle più affascinanti città del Mediterraneo, adagiata sulle pendici del Monte Tauro in uno scenario dominato dall'Etna e dal Mar Ionio. Il monumento simbolo è lo straordinario Teatro greco-romano, costruito in età ellenistica e successivamente ampliato dai Romani, dove l'architettura antica si fonde con uno dei panorami più celebri d'Italia. Passeggiando lungo le vie del centro storico si raggiunge Piazza IX Aprile, elegante terrazza panoramica affacciata sul mare, impreziosita dalla scenografica Chiesa di San Giuseppe, raffinato esempio di architettura barocca siciliana. La Cattedrale di San Nicolò, dall'aspetto severo e fortificato, testimonia invece la Taormina medievale, con la sua architettura in pietra e gli elementi gotici. In posizione dominante, il Santuario della Madonna della Rocca, suggestivo luogo di culto ricavato in parte nella roccia, offre uno straordinario punto di osservazione sulla città, sulla costa ionica e sull'imponente profilo dell'Etna. Alle pendici di Taormina, GIARDINI NAXOS riporta alle origini della presenza greca in Sicilia. Qui, nell'VIII secolo a.C., sorse Naxos, considerata la prima colonia greca dell'isola, fondata da coloni provenienti dall'Eubea e dalle Cicladi. Il Parco Archeologico di Naxos, esteso sul promontorio di Schisò, conserva le testimonianze dell'antica città, con resti di abitazioni, fortificazioni, strade e aree sacre. Un luogo di fondamentale importanza storica, che permette di comprendere l'inizio di quel processo di colonizzazione destinato a trasformare profondamente la cultura, l'arte e la storia della Sicilia antica. MESSINA, città dello Stretto e storico crocevia dei traffici mediterranei, racconta una storia segnata da grandi splendori artistici e drammatiche distruzioni. Più volte devastata dai terremoti, conserva monumenti di straordinario interesse che testimoniano il suo ruolo di grande centro commerciale e culturale. La Cattedrale Protometropolitana di Santa Maria Assunta, fondata in epoca normanna e più volte ricostruita, rappresenta il cuore religioso e monumentale della città. Accanto ad essa si innalza il celebre Campanile con l'orologio astronomico, straordinaria realizzazione meccanica inaugurata nel 1933: ogni giorno, allo scoccare delle ore 12, un complesso sistema di figure animate dà vita a un suggestivo spettacolo che rievoca episodi della storia e della tradizione religiosa messinese. La Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, uno dei più preziosi edifici medievali sopravvissuti alle distruzioni, testimonia l'incontro tra tradizioni architettoniche normanne, bizantine e arabe. Di eccezionale interesse è il Museo Regionale Maria Accascina, custode di una ricchissima raccolta di opere provenienti dalle chiese e dai palazzi della città, molti dei quali scomparsi nel terremoto del 1908. Tra i suoi capolavori figurano il Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e due straordinarie tele di Caravaggio, la Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei pastori, testimonianze fondamentali dell'ultima stagione creativa del grande pittore. Il viaggio prosegue nell'arcipelago delle ISOLE EOLIE, sette isole di origine vulcanica dichiarate Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, dove il paesaggio mediterraneo assume forme di eccezionale bellezza e varietà. Crateri, scogliere, spiagge nere, piccoli borghi dalle case bianche e acque cristalline compongono un ambiente naturale unico, plasmato nel corso dei millenni dall'attività dei vulcani e dalla presenza dell'uomo. LIPARI, la maggiore delle Eolie e centro storico e culturale dell'arcipelago, conserva le testimonianze di una storia millenaria, iniziata già in età preistorica e proseguita attraverso le civiltà greca, romana e medievale. Il centro storico, con le sue stradine, le piazzette e gli scorci sul mare, è dominato dall'imponente Castello, l'antica acropoli fortificata che si erge su una rupe tra le insenature di Marina Corta e Marina Lunga. All'interno della cittadella si trova la Basilica Cattedrale di San Bartolomeo, dedicata al patrono dell'arcipelago, edificio di antiche origini normanne che conserva un ricco apparato decorativo e testimonia la lunga tradizione religiosa dell'isola. Un luogo nel quale architettura, archeologia e paesaggio raccontano il ruolo centrale di Lipari nelle rotte del Mediterraneo. VULCANO, l'isola che ha dato il nome a tutti i vulcani del mondo, offre uno dei paesaggi più spettacolari dell'arcipelago. La presenza del grande cratere della Fossa, le fumarole, le rocce dalle molteplici colorazioni e le coste modellate dall'attività eruttiva restituiscono l'immagine di una natura potente e primordiale. Una navigazione intorno all'isola, con pranzo a bordo, permetterà di ammirare dal mare le spettacolari pareti rocciose, le insenature, le grotte marine e le suggestive formazioni vulcaniche, scoprendo un paesaggio in cui la forza degli elementi naturali si manifesta in forme di straordinaria bellezza. SALINA, la più verde e rigogliosa delle Eolie, si distingue per i suoi due grandi rilievi vulcanici, il Monte Fossa delle Felci e il Monte dei Porri, e per un paesaggio caratterizzato da vigneti, terrazzamenti e piccoli borghi immersi nella vegetazione mediterranea. Santa Marina Salina, con le sue case colorate, il lungomare e le caratteristiche vie del centro, conserva l'atmosfera autentica di un antico borgo marinaro. Particolarmente suggestiva è Pollara, piccolo abitato raccolto intorno ai resti di un antico cratere vulcanico, con la celebre spiaggia incastonata tra alte pareti di roccia e affacciata su un mare dalle trasparenze straordinarie. Questi luoghi sono diventati famosi anche grazie al film Il Postino, interpretato da Massimo Troisi, che ha immortalato la bellezza dell'isola trasformandone i paesaggi in uno degli scenari più poetici del cinema italiano. PANAREA, la più piccola delle isole principali dell'arcipelago, è un autentico gioiello del Mediterraneo, caratterizzato da un paesaggio di grande eleganza e armonia. Le caratteristiche abitazioni bianche, i vicoli fioriti, i giardini mediterranei e le terrazze affacciate sul mare creano un'atmosfera luminosa e raffinata. Intorno all'isola emergono piccoli isolotti e scogli di origine vulcanica, che compongono un paesaggio marino particolarmente suggestivo. Dietro l'immagine di rinomata località turistica, Panarea conserva anche una storia antichissima, testimoniata dai resti di insediamenti preistorici che raccontano la presenza dell'uomo nell'arcipelago fin dall'età del Bronzo. STROMBOLI, dominata dall'imponente cono del suo vulcano attivo, rappresenta uno dei luoghi più straordinari del Mediterraneo. Conosciuto fin dall'antichità come il "Faro del Mediterraneo", il vulcano è caratterizzato da una persistente attività eruttiva che ne fa un eccezionale laboratorio naturale. Il paesaggio dell'isola è segnato dal contrasto tra le ripide pendici vulcaniche, le spiagge di sabbia nera, il mare profondamente azzurro e i piccoli nuclei abitati dalle caratteristiche case bianche. Particolarmente impressionante è la Sciara del Fuoco, l'ampio pendio scuro che scende dai crateri verso il mare, testimonianza della continua trasformazione del territorio per effetto dell'attività vulcanica. Stromboli offre così l'immagine di una natura ancora viva e in movimento, dove la bellezza del paesaggio si accompagna alla percezione della forza primordiale della Terra.

Visite guidate a cura di Antonello Zaccaria

Quando

Quando: dall’8 al 14 giugno 2027

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Lo Stretto e le Eolie sono un luogo privilegiato per osservare come circolazione delle idee, risorse naturali e trasformazioni del territorio abbiano modellato la storia del Mediterraneo. Oltre ai monumenti e ai paesaggi del percorso, alcune vicende meno note — dalla tecnologia dei bronzi greci alle rotte dell’ossidiana, dalle città antiche cancellate dalle guerre ai musei nati dopo le catastrofi — aiutano a leggere in profondità questo territorio.

Il segreto dei Bronzi: materiali, tecnica e identità

La vitalità dei Bronzi di Riace nasce anche da una raffinata combinazione di materiali. Le figure furono realizzate con la fusione a cera persa, ma l’effetto realistico non dipende dal solo bronzo: dettagli come labbra e capezzoli sono in rame, i denti in argento, il bianco degli occhi in calcite e le iridi in pasta vitrea. Le statue portavano originariamente scudi, lance ed elmi, oggi perduti. Il loro aspetto è riconoscibile, ma l’identità dei personaggi rimane sconosciuta: non esistono elementi sufficienti per stabilire con certezza se raffigurassero eroi mitologici, comandanti o personaggi eroizzati.

Naxos: una città ridisegnata dalla storia

Gli scavi di Naxos rivelano un sistema urbano particolarmente leggibile: tre grandi strade est-ovest, chiamate plateiai, incrociavano vie più strette, gli stenopoi, formando isolati regolari con case organizzate intorno a cortili. Questa trama appartiene alla città classica, sorta dopo profonde trasformazioni dell’abitato più antico. Alleata di Atene durante la guerra del Peloponneso, Naxos pagò duramente la propria scelta politica: nel 403 a.C. Dionisio I di Siracusa ne distrusse case e mura. Le strutture conservate documentano così non soltanto la pianificazione dei Greci, ma anche le fratture della storia siceliota.

Messina: il museo nato dalla salvezza delle opere

La raccolta del Museo Regionale di Messina è anche una storia di tutela culturale dopo una tragedia. In seguito al terremoto del 1908, dipinti, sculture e frammenti architettonici furono recuperati da edifici distrutti e riuniti inizialmente nell’ex filanda Mellinghoff, una delle strutture risparmiate dal sisma. Il museo attuale, completamente aperto nel 2017, sorge nell’area dell’antico monastero basiliano di San Salvatore dei Greci, di cui conserva tracce archeologiche. Le opere dialogano così con i resti della città scomparsa e restituiscono una parte del suo paesaggio artistico prima del terremoto.

Lipari e l’ossidiana: il commercio prima dei metalli

Molto prima che le Eolie divenissero approdi della navigazione greca, Lipari occupava un posto importante negli scambi del Neolitico. La ragione era l’ossidiana, un vetro vulcanico nero che, opportunamente scheggiato, forniva lame e strumenti estremamente taglienti. Le prime comunità si stabilirono sull’isola intorno al 5500–5000 a.C., attratte da questa risorsa. L’ossidiana liparese circolò ben oltre l’arcipelago, verso la penisola italiana e altre sponde del Mediterraneo: testimonianza di reti marittime già articolate migliaia di anni prima delle rotte commerciali storiche.

Stromboliana e vulcaniana: le Eolie nei manuali di geologia

Il valore scientifico delle Eolie ha una portata internazionale. L’arcipelago è stato iscritto nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2000 per il suo eccezionale contributo allo studio dei processi vulcanici, non semplicemente per la bellezza dei panorami. Due grandi categorie di attività eruttiva prendono infatti il nome da queste isole. Le eruzioni stromboliane, studiate sullo Stromboli, sono caratterizzate da esplosioni generalmente brevi e intermittenti con lancio di materiale incandescente; le eruzioni vulcaniane devono invece il nome a Vulcano e descrivono esplosioni più violente e impulsive, come quelle osservate durante la crisi del 1888–1890. A Stromboli l’attività persistente, a Vulcano le manifestazioni fumaroliche e i depositi delle antiche eruzioni rendono visibili fenomeni differenti di uno stesso sistema geologico. Sono esempi fondamentali per comprendere come nascono, crescono e si trasformano le isole vulcaniche nel tempo.



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