Roma è una città composta da molte città sovrapposte, nella quale ogni epoca ha trasformato e talvolta nascosto ciò che l’aveva preceduta. Questo itinerario attraversa quasi duemila anni di storia, dalle abitazioni della Roma imperiale alle basiliche paleocristiane, dalle dimore dell’aristocrazia alle grandi istituzioni culturali. Un percorso nella Roma più sorprendente, dove il mondo antico dialoga con il Rinascimento, il Barocco e la modernità e dove famiglie nobili, cardinali, artisti e nazioni straniere hanno lasciato un’impronta profonda e duratura.
VILLA MEDICI: edificata in posizione privilegiata sul Pincio, la villa fu trasformata nella seconda metà del Cinquecento nella prestigiosa residenza del cardinale Ferdinando de’ Medici, futuro granduca di Toscana. Il complesso conserva ancora oggi il carattere di una raffinata dimora rinascimentale, concepita non soltanto come luogo di rappresentanza, ma anche come spazio destinato all’arte, allo studio e alla contemplazione. Gli ambienti monumentali, le decorazioni e le opere custodite raccontano il gusto collezionistico della famiglia Medici, mentre il vasto giardino, articolato tra viali, statue, fontane e prospettive scenografiche, costituisce uno degli esempi più affascinanti di giardino storico romano. Dalle terrazze e dagli spazi aperti della villa lo sguardo abbraccia la città. La successiva presenza dell’Accademia di Francia a Roma ha inoltre trasformato Villa Medici in uno dei luoghi simbolo del dialogo culturale tra Roma e l’Europa. BASILICA DEI SS. GIOVANNI E PAOLO: sorta sul Celio in un’area profondamente legata alla Roma tardoantica, la basilica rappresenta uno straordinario esempio di stratificazione architettonica. Alle origini paleocristiane si sovrappongono la solennità della struttura medievale, la facciata di impronta romanica e le importanti trasformazioni avvenute nei secoli successivi, fino alla ricca veste settecentesca dell’interno. L’edificio permette così di leggere, quasi come in un libro di pietra, le diverse fasi della storia religiosa e artistica di Roma. Al di sotto della basilica si estende inoltre un complesso di edifici antichi che testimonia la continuità tra la città imperiale e quella cristiana, rendendo questo luogo uno dei più significativi per comprendere la trasformazione di Roma tra Antichità e Medioevo. CASE ROMANE DEL CELIO: nascoste sotto la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, costituiscono un eccezionale complesso di edifici residenziali sviluppatosi tra il I e il IV secolo d.C. Attraverso un intricato sistema di ambienti, cortili e passaggi sotterranei è possibile ripercorrere le trasformazioni di antiche abitazioni romane, progressivamente ampliate e modificate nel corso dei secoli. Particolarmente suggestivi sono gli ambienti decorati da affreschi, motivi ornamentali e scene figurate, che restituiscono un’immagine preziosa della vita privata e del gusto delle classi agiate della Roma imperiale. La visita consente di scendere letteralmente sotto il livello della città moderna, entrando in contatto con una Roma nascosta e sorprendentemente conservata. MUSEO DELLA FORMA URBIS: situato nel Parco Archeologico del Celio, il museo custodisce i frammenti superstiti della celebre Forma Urbis Romae, la monumentale pianta marmorea della città realizzata all’inizio del III secolo d.C., tra il 203 e il 211, durante l’età severiana. Originariamente composta da circa 150 grandi lastre di marmo, la pianta riproduceva con eccezionale precisione edifici pubblici, templi, abitazioni, portici, strade e spazi urbani della capitale dell’Impero. I frammenti giunti fino a noi costituiscono una fonte fondamentale per ricostruire l’aspetto della Roma antica. L’allestimento permette di confrontare la città imperiale con quella moderna, offrendo una straordinaria lettura della continuità urbana di Roma. CENTRALE MONTEMARTINI: uno dei musei più originali della città nasce dall’incontro apparentemente impossibile tra archeologia classica e archeologia industriale. All’interno dell’antica centrale elettrica, grandi statue in marmo, mosaici, rilievi e reperti provenienti dagli scavi archeologici di Roma sono esposti accanto a turbine, caldaie, condotte e giganteschi motori dei primi decenni del Novecento. Il contrasto tra la purezza del marmo antico e la monumentalità delle macchine industriali crea un ambiente di straordinaria suggestione. Divinità, personaggi mitologici e figure dell’antica Roma sembrano dialogare con le testimonianze della modernizzazione della città, trasformando la visita in un percorso attraverso due epoche apparentemente lontane ma entrambe decisive per la storia urbana di Roma. PALAZZO PATRIZI MONTORO: situato nel cuore del centro storico e ancora oggi abitato dalla famiglia Patrizi, il palazzo rappresenta una rara testimonianza della continuità dell’aristocrazia romana e del suo stile di vita. Gli ambienti conservano arredi, dipinti, oggetti d’arte e memorie familiari accumulati nel corso dei secoli, offrendo la possibilità di entrare non in un museo ricostruito, ma in una vera dimora storica ancora legata ai suoi proprietari. La visita consente quindi di entrare nella dimensione più intima e quotidiana della Roma aristocratica, scoprendo un mondo fatto di relazioni familiari, committenza artistica, prestigio sociale e memoria dinastica. CHIESA DI SAN LUIGI DEI FRANCESI: chiesa nazionale della comunità francese a Roma, rappresenta una significativa testimonianza del ruolo svolto dalle grandi monarchie europee nella vita religiosa, diplomatica e artistica della città. Il suo ricco patrimonio decorativo riflette gli stretti rapporti tra Roma e la Francia e testimonia la presenza delle comunità straniere nella capitale pontificia. Il cuore della visita è la celebre Cappella Contarelli, dove si conserva uno dei vertici assoluti della pittura europea: il ciclo dedicato a San Matteo, composto da tre capolavori di Caravaggio. Il percorso si concluderà alle SCUDERIE DEL QUIRINALE con la MOSTRA “PONTORMO”, dedicata a una delle personalità più originali e inquietanti del Manierismo fiorentino. Jacopo Pontormo sviluppò un linguaggio profondamente personale, capace di superare l’equilibrio e l’armonia propri del Rinascimento maturo. Nei suoi dipinti le figure si allungano, i corpi assumono pose instabili, lo spazio perde la tradizionale razionalità prospettica e i colori diventano luminosi, irreali e talvolta quasi astratti. Ne nasce una pittura carica di tensione psicologica e di intensità emotiva, nella quale la raffinatezza formale si accompagna a un senso di inquietudine profondamente moderno. La mostra permetterà di approfondire la vicenda artistica di un autore che, partendo dalla grande tradizione fiorentina, seppe elaborare una visione autonoma e sorprendente. Sarà la conclusione ideale di un itinerario attraverso una Roma stratificata, nella quale l’antichità, il cristianesimo, le grandi famiglie aristocratiche, le nazioni straniere, il collezionismo e l’arte moderna continuano a convivere e a dialogare.